L'incertezza continua a dominare la scena sulle Borse europee che dopo la chiusura debole di ieri faticano anche oggi a trovare spunti per mantenersi a galla. L'assenza di indicazioni da Wall Street, rimasta chiusa ieri per festività, ha costretto a volgere lo sguardo ai pochi spunti arrivati dalle Borse asiatiche che oggi hanno terminato le contrattazioni in flessione, frenate dai timori sulla frenata della crescita globale.

In questa direzione non aiutano certo le previsioni caute del Fondo Monetario Internazionale che ieri ha rivisto al ribasso le stime sull'economia mondiale per l'anno in corso e per il prossimo.

In Europa intanto si continua a guardare al tema Brexit dopo che ieri la premier Theresa May ha presentato il nuovo piano per lasciare l'Unione europea, non molto diverso però da quelo già bocciato dal Parlamento nei giorni scorsi.

Sul fronte macro è atteso a breve in Germania l'indice Zew che a gennaio dovrebbe mostrare un frazionale calo da 17,5 a 17,4 punti.

Intanto il Dax30 e il Cac40 scendono rispettivamente dello 0,18% e delo 0,29%. lasciando più indietro il Ftse100 che arretra dello 0,41%.

Ad arretrare più degli altri è Piazza Affari dove il Ftse Mib scende in area 19.550, con un calo dello 0,47%.

In fondo al listino troviamo ancora una volta Telecom Italia che non riesce ad arrestare la sua caduta, lasciando sul parterre oltre il 3% del sul valore e scendendo su nuovi minimi storici rispetto ai precedenti del 1993.

Vendite sulle banche condizionate dalle cattive notizie relative a Banca Carige che oltre al prestito da 320 milioni di euro sottoscritto da Fidt, ha bisogno di un aumento di capitale da 200 milioni di euro per eliminare i crediti deteriorati.