Non si ferma la discesa della piazza azionaria giapponese che oggi ha perso terreno per la terza seduta consecutiva, subendo un pesante affondo. L'indice Nikkei 225 ha lasciato sul parterre il 2,13%, dopo la negativa chiusura di Wall Street che ieri ha vissuto la peggiore seduta dall'elezione del presidente Trump.

Dopo il rally innescato dalle attese per la riforma fiscale e per gli importanti investimenti nelle infrastrutture annunciato da Trump, gli investitori ora vogliono che si passi dalle parole ai fatti. Un'attesa rafforzata ancor più dalle difficoltà che il presidente Usa starebbe incontrando per cambiare la riforma sanitaria di Obama, non riuscendo a trovare i numeri necessari al Congresso.

Le vendite hanno la meglio anche sulle Borse europee che da subito si sono posizionate in territorio negativo e vedono ora il Dax30 e il Cac40 arretrare rispettivamente dello 0,63% e dello 0,69%, seguiti dal Ftse100 che scende dello 0,91%.

Per la seduta odierna non sono previsti dati macro di rilievo in Europa e così il sentiment degli investitori è dominato da una certa avversione al rischio, come evidenziato dall'arretramento del dollaro nei confronti dello yen e dagli spunti positivi offerti dall'oro.

Segno meno anche a Piazza Affari dove il Ftse Mib scivola ad un passo dai 19.750 punti, con un calo dello 0,77%.
Tra le blue chips in controtendenza segnaliamo Ferrari che sale dello 0,96%, seguito da Atlantia che avanza dello 0,33% e prova a mantenersi a galla Telecom Italia con un frazionale rialzo dello 0,18% dopo che il Credit Suisse ha confermato il rating "neutral" sul titolo, alzando però il target price da 0,9 a 1 euro.
In progresso dello 0,14% A2A ed Enel, seguiti da Terna che mostra un frazionale rialzo dello 0,04%, mentre non riesce a fare altrettanto Snam che cede lo 0,2%.