L'Italia ha tutto il tempo fino ad aprile per varare provvedimenti "credibili" e applicare le correzioni strutturali di bilancio per lo 0,2% del Pil che il governo ha promesso per il rientro nel patto di stabilità. Se le misure non arriveranno entro quella data, la Commissione potrebbe aprire una "procedura per disavanzi eccessivi" già a maggio.

L'avvertimento

È questo in sostanza il messaggio che arriva all'Italia dalla relazione della Commissione sulla conformità dell'Italia alla regola del debito e ai tempi previsti per il suo percorso di riduzione (a norma dell'articolo 126, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'unione europea, e del regolamento ce n. 1467/1997).

La Commissione europea considera in sostanza l'Italia "non conforme" alla regola del debito prevista dal patto di stabilità sia per il 2016 sia per il 2017 e dunque teoricamente passibile di provvedimenti sanzionatori (lo ha rimarcanto oggi anche il il vicepresidente della Commissione Dombrokskis) , ma lascia la porta ancora aperta prima di attivare la richiesta di procedura per deficit eccessivo.

Serve una nuova manovra

L'ipotesi di certificare l'infrazione delle regole comunitarie, in base alle quali i Paesi con alti livelli di indebitamento devono tagliare il debito di un ventesimo all'anno, verrebbe presa in considerazione nel mese di maggio, dopo che verranno pubblicate le previsioni economiche di primavera.

E comunque, solo "nel caso in cui non siano attuate in modo credibile le misure strutturali aggiuntive, pari almeno allo 0,2% del Pil, che il governo si è impegnato ad adottare al più tardi nell'aprile 2017 per ridurre il divario e garantire la conformità al 'braccio preventivo' nel 2017"