Non basterà a tranquillizzare i genitori in ansia per la ripresa delle lezioni, ma dovrebbe aiutare, la nuova disposizione stabilita dal Governo in merito ai permessi parentali. E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale  il DL 8 settembre 2020, n. 111 recante "disposizioni urgenti per far fronte a indifferibili esigenze finanziarie e di sostegno per l’avvio dell’anno scolastico, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19" ed è giù in vigore. Tra le altre disposizioni riguardanti più direttamente il modo in cu dovranno svolgersi le lezioni scolastiche, le modalità di accesso alle aule e il modo in cui saranno gestiti i bambini con una temperatura superiore ai 37 gradi, ci sono anche alcune norme che tengono conto di chi dovrà gestire i figli rimasti a casa.

In particolare la domanda che tutti i genitori lavoratori si fanno. Che cosa faccio se il bambino viene messo in quarantena perché qualche suo compagno o insegnate è ammalato. Il problema principale sarà a chi lasciarlo, visto che la quarantena dovrà essere trascorsa nella casa di residenza e che il bambino non dovrebbe entrare in contatto con persone diverse dagli stretti familiari con cui convive.

Cosa prevede la legge per il congedo parentale in caso di quarantena

L’articolo 35 della legge stabilisce che i genitori di bambini e ragazzini in quarantena a causa di contatti scolastici, che abbiano meno di 14 anni debbano essere per quanto possibile agevolati nello svolgere il lavoro da casa. Quindi quando sia compatibile con il tipo di lavoro svolto, e quando la delocalizzazione del lavoro non influisca troppo sulla resa il datore di lavoro deve concedere lo smartworking. Questo permetterà al genitore di vigilare sui figli senza che ci sia bisogno di interrompere o ridurre la propria attività.

Se l’attività svolta non sia compatibile con la smartworking il genitore avrà diritto ad avere permessi parentali per tutto o per una parte del periodo della quarantena. Questa facoltà, che è ripetibile se necessario più volte, visto che nulla esclude che in quella scuola si renda necessaria più volte la quarantena è per il momento a disposizione dei genitori fino al 31 dicembre del 2020.

Con che modalità si usufruisce di questo congedo parentale

La legge prevede che il beneficio possa essere goduto solo dai lavoratori dipendenti. Rimangono esclusi dalle disposizioni di legge sia i lavoratori autonomi, che dipendenti se siano iscritti alla gestione separata dell’INPS. Inoltre è autorizzato solo per i figli di età inferiore ai quattordici anni, conviventi col il genitore che ne faccia richiesta. La necessità della quarantena e la durata dell’isolamento in casa devono essere disposte dall’Asl di competenza a seguito di un contatto avvenuto nei locali scolastici. 

Solo uno dei genitori alla volta può richiedere questo tipo di congedo parentale. Non possono quindi rimanere a casa entrambi contemporaneamente. Se necessario, si possono però organizzare per alternarsi nella cura del figlio. Non è estesa a questa ipotesi però la possibilità prevista per i congedi covid19 del congedo a ore. I genitori non potranno stare col figlio uno alla mattina e l’altro  al pomeriggio, ma dovranno dividersi i giorni di assenza dal lavoro.  

Rimane sempre la priorità da dare qualora sia possibile al lavoro agile da svolgere dentro le mura domestiche. Se uno dei due genitori sia comunque a casa, perché svolge già un lavoro in smartworking, sia in ferie o sia disoccupato l’altro non ha diritto a chiedere il congedo parentale straordinario.

Il genitore che gode di questo permesso parentale avrà diritto per tutto il periodo in cu si rende necessaria la sua assenza dal posto di lavoro a ricevere per il congedo straordinario una cifra pari al 50% dello stipendio medio. Per le giornate di assenza dal lavoro saranno versati i contributi figurativi.

Congedo parentale con limiti di spesa

Il termine ultimo per poter beneficiare di questo congedo parentale è il 31 dicembre. Al momento è presto per ipotizzare che ci siano delle proroghe. Potrebbe però smettere di essere erogato anche molto prima. La cifra messa a disposizione del Governo per finanziare il contributo del 50% sullo stipendio è di soli 50 milioni. L’auspicio è che i casi di messa in quarantena degli studenti e degli scolari siano pochi e quindi pochi genitori debbano chiedere il permesso parentale. Se così non fosse, l’INPS è stato incaricato di monitorare le spese e i numeri delle richieste e a bloccare l’erogazione del beneficio nel momento in cui si dovesse raggiungere il tetto di spesa massima.

Come presentare le domande di congedo parentale

Le regole sono grosso modo le stesse che l’INPS ha stabilito per il congedo parentale ordinario. La domanda va tassativamente fatta prima dell’inizio del periodo di congedo. Nel caso sia fatta dopo saranno pagati solo i giorni a partire dalla data della domanda. Le somme spettanti al lavoratore saranno anticipate del datore di lavoro nella busta paga del mese interessato.

La domanda può essere presentata comodamente da casa on line accedendo all’area dedicata del sito di INPS. In alternativa può essere fatta via telefono rivolgendosi al Contact Center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile. Infine per chi preferisse il contatto diretto l’ente consiglia di rivolgersi in alternativa agli enti di patronato che sbrigheranno la pratica per via telematica.

Quali altri tipi di congedo parentale ci sono

Oltre al congedo parentale straordinario chi si vedesse rifiutata la domanda per raggiunti limiti di spesa, può comunque ricorrere al congedo parentale ordinario, che ha regole leggermente diverse e un rimborso più basso.

Questo congedo è rivolto a entrambi i genitori naturali, senza indicazioni in merito alla convivenza col figlio. Il congedo è concesso fino al compimento del dodicesimo anno di età del bambino. Complessivamente tenendo conto dei congedi goduti da entrambi i genitori il periodo di astensione del lavoro non può essere superiore ai dieci mesi. La legge offre un bonus di un mese in più se è il padre lavoratore ad assentarsi per un periodo di almeno tre mesi, anche frazionato in più periodi. I genitori possono, se necessario, assentarsi dal lavoro anche contemporaneamente.

I conteggi delle assenze vanno fatti autonomamente per ogni figlio. Lo stesso vale, in caso di parto gemellare, o in caso di adozioni contemporanee, e plurime. Per i genitori che abbiano adottato un bambino e non un neonato i permessi parentali possono comunque essere dilazionati su dodici anni calcolati a partire dalla data di ingresso del bambino nel nucleo familiare indipendentemente dall’età.

Quanto spetta per il congedo parentale ordinario

I genitori che godono di questo tipo di congedo parentale hanno diritto a una somma più bassa di quello straordinario, che quindi se possibile va preferito. A questi genitori sanno pagati il 30% della retribuzione giornaliera media del mese precedente fino ai 6 anni di età del bambino.

Dai sei agli otto anni la stessa indennità, ma solo se il reddito individuale del genitore richiedente è inferiore a 2,5 volte l'importo annuo del trattamento minimo di pensione ed entrambi i genitori non ne abbiano fruito nei primi sei anni o per la parte non fruita anche eccedente il periodo massimo complessivo di sei mesi. Infine nessuna indennità dagli otto anni in su.

Se il datore di lavoro non paga il permesso parentale

Attenzione a verificare bene che tutto quando dovuto si trovi in busta paga. Nel caso ci fosse una dimenticanza c’è tempo solo un anno per chiedere di ottenere la somma dovuta. A partire da un anno calcolato dal giorno successivo al termine dell’assenza il diritto all’indennizzo si prescrive. Significa che il genitore non avrà più diritto a ottenere quanto gli è dovuto. Le domande vanno presentate prima dello scadere dell’anno direttamente all’INPS, con istanza scritta che abbia una data certa.