Conto corrente: ricevere un bonifico e finire in galera. I casi

Ricevere un bonifico sul proprio conto corrente e rischiare un controllo della Guardia di Finanza se non addirittura di finire in galera. Se fino a qualche mese fa sembrava una fake news, un allarme lanciato da qualche giornalista in cerca del click facile, oggi non sembra più così. Anche alla luce di due vicende che hanno avuto come protagonisti due uomini pubblici, che sono stati segnalati alle autorità competenti in base alla normativa antiriciclaggio.

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Ricevere un bonifico sul proprio conto corrente e rischiare un controllo della Guardia di Finanza se non addirittura di finire in galera. Se fino a qualche mese fa sembrava una fake news, un allarme lanciato da qualche giornalista in cerca del click facile, oggi non sembra più così. Anche alla luce di due vicende che hanno avuto come protagonisti due uomini pubblici, che sono stati segnalati alle autorità competenti in base alla normativa antiriciclaggio.

Lo sappiamo bene che una segnalazione non è indizio di un reato e che molto probabilmente i protagonisti delle due vicende riusciranno a dimostrare di essere in regola con la legge. Però noi, comuni mortali, come dobbiamo comportarci e sperare che non accada nulla?

Conto corrente: quando scatta la segnalazione per bonifico sospetto?

Chi in questi giorni avrà letto i giornali si sarà accorto come può facilmente accadere di essere segnali alle autorità nel caso in cui si riceva un bonifico sul proprio conto corrente. Ovviamente non tutte le operazioni destano sospetti, ma andiamo a vedere nel dettaglio cosa prevede la legge.

Gli intermediari nel momento in cui trasferiscono dei fondi da un conto all'altro (ai sensi dell'articolo 35 del D.lgs n. 90/2017) sono obbligati ad inviare alla Uif una segnalazione sospetta nel momento in cui:

sanno, sospettano o hanno motivi ragionevoli per sospettare che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo o che comunque i fondi, indipendentemente dalla loro entità, provengano da attività criminosa.

Ovviamente la domanda che ci si pone a questo punto è quando intervenga il sospetto? Sono le caratteristiche, l'entità, la natura a far desumere il sospetto. Un sospetto che nasce anche in ragione delle funzioni esercitate, ma anche delle capacità economiche di chi riceve il bonifico e dell’attività svolta dal soggetto cui è riferita, in base agli elementi acquisiti ai sensi dell'appena citato decreto. In presenza degli elementi di sospetto, i soggetti obbligati, salvo alcuni casi particolari, non possono compiere l’operazione di trasferimento dei fondi fino al momento in cui non hanno provveduto ad effettuare la segnalazione di operazione sospetta.

Conto corrente: cosa fare per non incorrere in controlli!

Se vogliamo evitare dei controlli da parte del fisco è opportuno prestare la massima attenzione alle operazioni che effettuiamo sul nostro conto corrente. Soprattutto quando effettuiamo un bonifico. Una delle operazioni che potrebbe essere rischiosa è il passaggio di denaro tra moglie e marito: potrebbero scattare dei controlli quando i movimenti siano frequenti e la cifra molto elevata. Per mettersi al riparo da qualsiasi problema è sempre opportuno riuscire a dimostrare da dove arrivi quel denaro.

Anche quando il bonifico viene ripetuto ed effettuato sul conto corrente della stessa persona potrebbe destare qualche sospetto. Soprattutto quando la cifra diventa elevata: anche in questo caso caso è sempre meglio  giustificare e documentare ogni singolo movimento.

Quelli che saranno tenuti particolarmente sotto controllo sono i bonifici che si ricevono dall'estero: in questo caso sotto la lente d'ingrandimento ci finiscono sia gli importi piccoli che quelli grandi. Nel caso in la cifra risulti essere molto elevata potrebbe essere la stessa banca a chiedere delle delucidazioni in merito.

Quali bonifici è meglio non effettuare?

Per non incorrere in rischi di controlli sul proprio conto corrente ci sono dei bonifici che sarebbe opportuno non fare. Tra questi rientrano quelli non documentabili: come i rimborsi o le donazioni. Il discorso delle donazioni aprirebbe un caso a parte, perché se ci sono delle donazioni non tassabili - come quelle tra genitori e figli o tra coniugi -, ma per alcuni tipi donazioni (come quelle ad altri soggetti) si dovrebbe pagare un'aliquota pari all'8% della somma. Addirittura se si decidesse di trasferire del denaro ad un amico sarebbe opportuno firmare una scrittura privata od un atto notarile che documenti la natura del trasferimento.

Sicuramente uno dei bonifici più rischiosi da effettuare è quello legato a pagamenti inesistenti. Questo è uno di quei casi più rischiosi, tanto per chi emette il falso documento fiscale quanto per chi ne esegua il pagamento. Qui interviene il D.L. n. 124 del 26 ottobre 2019 sui reati tributari: l'emissione di una falsa documentazione fiscale è un vero e proprio reato.