Sembrano essere sempre più lontani i tempi in cui i soldi in contanti, in particolare i biglietti di grosso taglio, avevano un grande fascino, in quanto spesso visti come simbolo di ricchezza e di potere.

Ora possedere e utilizzare banconote è diventato sempre più complicato e insidioso, per via degli innumerevoli controlli del Fisco, la cui mora sta diventando progressivamente sempre più stretta.

Conto corrente: morsa del Fisco su Unicredit, Intesa Sanpaolo e BNL

Proprio a partire da qualche giorno sono finito nel mirino dell'Agenzia delle Entrate i conti correnti di alcuni grandi banche quali Unicredit, Intesa Sanpaolo e BNL.

L'obiettivo, attraverso lo scandaglio di entrate, uscite, carte di credito, di debito e prepagate, è quello di stanare eventuali evasori fiscali.

Finisce così sotto la lente il denaro contante per seguire tutti i movimenti dello stesso che possano ricondurre ad eventuali tentativi di sottrazione al fisco di somme che al contrario debbano essere tassate come previsto dalle varie disposizioni di legge in vigore.

Contanti: i limiti all'utilizzo e le sanzioni previste

Per rendere più serrati ed efficaci i controlli e ridurre al minimo i tentativi di evasione, sono state introdotte modifiche all'uso del contante.

Attualmente qualsiasi pagamento in contanti o spostamento di denaro nella stessa forma tra persone diverse, può avvenire fino ad un massimo di 3.000 euro, oltre cui bisogna utilizzare mezzi tracciabili, quali assegni, carte di credito o di debito, bonifico.

Nel decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020, sono stati introdotti nuovi limiti sull'utilizzo dei contanti, visto che dai 3.000 euro attuali a partire dall'1 luglio prossimo si scenderà a 2.000 euro come tetto massimo, per poi arrivare a 1.000 euro a partire dal 2022.