In un articolo pubblicato esattamente dieci giorni fa sul nostro portale, (per leggerlo clicca qui), ci siamo occupati dei costi dei conti correnti.

Come evidenziato nell'articolo, si è avuto un incremento delle spese da sostenere per la semplice tenuta di un conto corrente.

Siamo andati così a fare una classifica delle banche più costose e di quelle meno care, segnalando che optano per un istituto di credito alternativo, cioè attivo esclusivamente o prevalentemente sul web, si può arrivare a risparmiare anche la metà rispetto ad una banca tradizionale.

FinecoBank: dall'1 febbraio il conto corrente costa 3,95 euro

Anche quelle online però non sono esenti da rincari dei costi e uno degli esempi più emblematici che tanto sta facendo discutere ormai da qualche settimana è quello di FinecoBank.

Il gruppo, a partire dall'1 febbraio, ha deciso di dire addio alla gratuità dei suo conti correnti, inserendo un canone mensile di 3,95 euro.

Per la gestione annua del conto bisognerà quindi sborsare ben 47,4 euro all'anno, fermo restando che FinecoBank offre la possibilità di ridurre o addirittura azzerare la quota mensile, a fronte di specifiche operazioni, quali l'accredito dello stipendio o della pensione, oppure un ordine eseguito di trading, giusto per citarne alcuni.

Intesa Sanpaolo: la mossa sui conti risale al 2017

Quello di FinecoBank però non è un caso isolato, ma solo quello di cui si è parlato di più ultimamente, visto che altre banche si sono mosse nella stessa direzione e anche prima della stessa FinecoBank.

Già più di due anni fa e precisamente dall'1 agosto 2017, Intesa Sanpaolo, come riportato a dicembre da un articolo de Il Giornale, anche sui conti a zero spese avrebbe applicato un costo per le giacenze oltre una certa soglia.

Nessuna spesa fino a 2.000 euro, ma tra questa soglia e i 10.000 euro la banca ha deciso di applicare dei rincari da 0,2 euro a 8,4 euro al mese, con un totale annuo quindi da 2,4 a poco più di 100 euro.

Ubi Banca: costo c/c aumentato di quasi il 100%

Quasi raddoppiata la richiesta di Ubi Banca che per un conto corrente base con una spesa pari a 18,4 euro, ha deciso di applicare un aumento di 16,3 euro per il costo di gestione, mentre le singole operazioni sono passate da 0,5 a 0,6 euro.

Bper Banca invece da ottobre scorso ha deciso di applicare un costo fisso trimestrale di 3 euro.

CheBanca!: dall'1 gennaio canone aumentato del 50%

Ben più pesante la mossa di CheBanca! che dall'1 gennaio di quest'anno ha modificato il canone mensile del conto Yellow con un aumento del 50%, passando da 24 a 36 euro mensili.

Tra le principali banche operanti sul territorio nazionale non si segnalano, almeno per il momento, aumenti per i conti correnti di Banca Monte Paschi e di Banco BPM.

Non ci sarà da stupirsi però di eventuale cattive sorprese da questi o anche altri gruppi, vista la tendenza delle banche a recuperare dai propri clienti parte delle grandi risorse impiegate negli ultimi per il salvataggio degli istituti di credito in difficoltà.