Si avvicina il tempo di Natale, e con esso anche il tempo dei regali. Ma è anche il tempo di gravi crisi economica che ha messo in difficoltà milioni di italiani, famiglie, imprese. Non si sa se sarà un Natale sereno. Ma l'auspicio è che i sacrifici che si stanno compiendo presto possano terminare e ridare normalità alle nostre vite. Può capitare in questi momenti, che una mamma, un papà, i nonni, per aiutare i propri figli o nipoti, facciano delle donazioni di soldi. Il figlio che non riesce più a pagare il mutuo, e non è riusciti ad avere la sospensione della rata, la figlia che con il suo centro estetico ha avuto un calo di fattuato e non riesce a pagare l'affitto. Ecco che allora si decide di prelevare dal conto corrente e donare dei soldi. Tutto normale! Ma siamo sicuri? Ci possono essere rischi che finiamo in manette per un gesto di affetto e generosità? Vediamo se e quali limiti ci sono per la movimentazione dei soldi contanti.

Quanti soldi posso prelevare dal conto corrente?

Prelevare o versare contanti sul proprio conto corrente potrebbe nascondere delle insidie. La domanda che ci si pone spesso è: ma come, non posso usare come voglio i soldi che ho sul conto corrente? La risposta non potrebbe che essere scontata. Ognuno fa del proprio denaro, presente sul conto corrente, ciò che vuole. Ma attenzione! Le strette all'uso del contante impongono di rispettare i limiti esistenti sia al prelievo che al versamento, e soprattutto nell'utilizzo. 

Prelevare soldi dal proprio conto corrente ha dei limiti fissati dalla legge. La soglia che potrebbe far scattare l'attenzione delle autorità come la Guardia di Finanza o l'Unità di Informazione Finanziaria (che fa capo a Banca d'Italia) è di 10.000 euro al mese. Andare allo sportello bancario e chiedere all'addetto di banca di voler prelevare dal proprio conto corrente 11.000 euro, fa scattare una segnalazione alla UIF. Chi effettua questa segnalazione? La banca presso la quale è aperto il conto corrente. 

Quando non scatta la segnalazione in caso di prelievo di soldi

La soglia mensile che può essere prelevata dal proprio conto corrente in contanti senza far scattare la segnalazione è di 10.000 euro. Bene, possiamo dire. La soglia è mensile. Ancora meglio direte. Vado due volte in banca, a prelevare 5.000 euro e posso così dare i soldi a mio figlio perchè ne ha bisogno. Non è proprio così. Al limite di 10.000 euro al mese, c'è il limite di 1.000 euro ad operazione. Se dunque prelevate in un mese solare 10 volte 1.000 euro allo sportello, avrete dato nell'occhio e la banca farà una segnalazione all'UIF. Se invece il singolo prelievo è inferiore a 1.000 euro e voi avete prelevato tutti i giorni sotto questa cifra per l'intero mese, non ci sarà alcuna segnalazione perchè non vi è alcun obbligo di comunicazione oggettiva da parte del tuo istituto bancario o da parte di Poste Italiane. 

Prelievo di oltre 10.000 euro: quando scattano i controlli

Avendo in mente che l'importo di 10.000 euro mensili è la soglia oltre la quale potrebbero scattare dei controlli, c'è da chiedersi quali sono questi controlli. Se l'UIF, che è destinataria della segnalazione da parte della banca, ravvede un'operazione sospetta di riciclaggio di denaro sporco, ecco che potresti trovarti davanti la porta un ufficiale della Guardia di Finanza ad invitarti a dare spiegazioni. Ricordiamoci che esistono strumenti di controllo che incrociano la capacità di produrre reddito, lo stile di vita ed i movimenti bancari. Oltre ad un potenziale rischio di vedersi scattare le manette ai polsi per un reato di riciclaggio, potrebbe anche intervenire l'Agenzia delle Entrate per verificare la provenienza del denaro. E sapete bene che quando l'Agenzia delle Entrate interviene è perchè ha il dubbio che ci sia stata evasione in tasse. 

Il Ministero dell’Economia e delle finanze ha chiarito comunque che è sempre possibile effettuare un prelievo o versamento bancario di importo superiore alla soglia perché non esiste alcun limite al prelevamento o versamento per cassa in contanti dal proprio conto corrente: tale operatività non si configura come un trasferimento tra soggetti diversi. Puoi prelevare quanto vuoi, ma sappi che la tua banca dovrà comunicarlo all'UIF, e da qui nascere dei controlli.

Cosa accade a chi riceve i soldi e li versa?

Anche versare soldi sul proprio conto corrente, non è proprio un'operazione senza rischio. Al di la di poter essere seguiti da malcapitati che ti hanno pedinato e ti portano via il borsello o la borsa con il denaro in contanti. Versare soldi sul conto corrente è soggetto a controlli se la cifra supera 10.000 euro. Nel caso in cui si dovesse versare del contante nel proprio conto corrente si corre il rischio che il nostro istituto di credito lo segnali all'Agenzia delle Entrate. Se poi il fisco solleva dubbi sulla capacità di reddito del soggetto che ha versato i soldi sul proprio conto corrente, ecco che possono poi scattare multe, ed anche sanzioni penali. Con l'incrocio dei dati in anagrafe tributaria, siamo sotto gli occhi del grande fratello del Fisco che in caso di variazioni rilevanti tra reddito e spesa, si interroga se tutto è normale. 

Come fa il Fisco a controllare il conto corrente?

La banca, le Poste, ed ogni altro intermediario finanziario ha l'obbligo di inviare annualmente all'Anagrafe tributaria tutte le posizione aperte di ogni soggetto. Quindi la tua banca, il fondo investimenti, la tua SGR (società di gestione del risparmio) in presenza di una posizione finanziaria aperta invierà una comunicazione. I dati riguardano le giacenze medie del conto corrente, del deposito a risparmio, dei conti titoli, certificato di deposito, buoni fruttiferi, cassette di sicurezza. Quando il Fisco incrocia i dati tra quelli riportati nelle dichiarazioni reddituali (come nel 730) e le giacenze finanziarie, e rileva delle difformità, ossia delle rilevanti discrepanze (solitamente sopra il 20%) interviene per chiedere chiarimenti. Questo meccanismo è chiamato risparmiometro ed è usato dall'Agenzia delle Entrate per scovare gli evasori ma anche chi ha ricevuto soldi in nero. Spetta a te, nel caso dovessi ricevere una richiesta di chiarimenti, provare che è tutto nella legalità. In questa "trappola" del furbetto potrebbe però cadere anche chi non ha nulla a che fare con evasione o riciclaggio. Ma solo perchè ha ricevuto in regalo del denaro o perchè ha fatto operazioni di investimenti redditizie. 

Usare il contante prelevato: posso farlo?

I soldi sul conto corrente possono essere usati come meglio si crede. Ma attenzione. I controlli sono dietro l'angolo e poi bisogna giustificare perchè si aveva a disposizione quella somma, da dove arrivava. Soprattutto se i dati presenti in Anagrafe tributaria rilevano discrepanze tra dichiarazione dei redditi, stile di vita (proprietà di immobili e beni mobili registrati come le auto) e giacenze finanziarie. Dunque quando prelevi, meglio tenere i soldi in casa ed usarli per i tuoi pagamenti periodici o per fare piccoli regali ai tuoi figli o nipoti. Anche sull'uso del contante c'è però un limite. Questo limite si è modificato tantissimo negli ultimi anni. Fino al 30 giugno 2020, potevi usare il denaro contante fino ad un massimo di 2,999,99 euro. Dal 1° luglio 2020, il limite è sceso a 1.999,99 euro. Quindi se devi dare dei soldi per una donazione ai tuoi cari, ricordati che oltre questa soglia scatta il reato di riciclaggio. Infatti il trasferimento di soldi oltre questa soglia è ammessa solo tramite gli intermediari finanziari come la tua banca. Quindi a mezzo bonifico bancario oppure assegno non trasferibile. 

Posso dare soldi in contanti ai miei figli?

La legge 231/2007 sulla prevenzione e contrasto al riciclaggio all'art.49 sancisce che il trasferimento di contanti può essere fatto senza limiti utilizzando gli intermediari autorizzati (banche, poste, altri istituti finanziari). Il trasferimento tra privati è soggetto invece a dei limiti di volta in volta vigenti.

Dal 1 luglio il limite è stato fissato a 1.999,99 euro. Dal 1 gennaio 2022, non si potranno più fare pagamenti in contanti oltre i 1.000 euro. 

Regalare al figlio 3.000 euro in contanti è ancora possibile, se prelevati dal proprio conto corrente. Attenzione però all'uso che tuo figlio ne farà. Se questa somma verà usata per comprare un servizio o un bene necessario alla sua famiglia o alla sua attività, dovrà rispettare il limite indicato sopra. Se per esempio un oggetto costa 2.500 euro, il pagamento potrà avvenire fino a 1.999,99 euro in contanti. La differenza dovrà essere pagata con strumetni tracciati. Anche frazionare il pagamento (oggi 1.999,99 euro in contanti e fra 7 giorni gli altri 500,01 euro) può essere considerata una violazione della norma. 

La sanzione può arrivare fino a 50.000 euro. 

Utilizzo dei contanti: le sanzioni

Il trasferimento superiore al limite, quale ne sia la causa o il titolo, è vietato anche quando è effettuato con più pagamenti, inferiori alla soglia, che appaiono artificiosamente frazionati e può essere eseguito esclusivamente per il tramite di banche, Poste italiane S.p.a., istituti di moneta elettronica e istituti di pagamento.

Frazionare il pagamento in contanti è vietato. Ma pagare una parte in contanti, fino al limite consentito e la restante mediante strumenti tracciati, come il bonifico, il bancomat, la carta di credito è invece amesso. 

Cosa accade se non rispetti i limiti o dopo le segnalazioni all'UIF si rilevano degli illeciti? Le sanzioni disposte per le violazioni alla norma sull'uso dei contanti sono:

  • da 2.000 euro a 50.000 euro per le violazioni commesse e contestate dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021;
  • da 1.000 euro a 50.000 euro per le violazioni commesse e contestate dal 1° gennaio 2022.