Ottime notizie per i milioni di italiani che il 15 ottobre rischiavano il pignoramento del conto corrente. Con il varo della manovra economica di 40 miliardi, approvata dall'esecutivo nella notte tra il 17 e 18 ottobre, c'è anche la moratoria della riscossione, con una proroga fino a fine anno. Dunque Natale salvo, per molti italiani.

Proroga cartelle esattoriali

Il Decreto Agosto (DL 104/2020), tra le tante misure volte a dare ossigeno all'economia italiana, aveva prorogato dal 31 agosto al 15 ottobre i termini dei versamenti sospesi a partire dall’8 marzo derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, nonché dagli avvisi di accertamento emesso dall'Agenzia delle Entrate ai fini delle imposte sui redditi, dell‟imposta regionale sulle attività produttive e dell'imposta sul valore aggiunto, nonchè quelli dovuti all'Inps. Il Decreto Agosto che proprio in questi giorni dovrebbe diventare legge, indicava anche che il pagamento delle cartelle fiscali sospese doveva avvenire entro il 30 novembre, ossia entro il mese successivo al termine del periodo di proroga. Inoltre il pagamento doveva avvenire in un'unica soluzione. 

Rateizzazione delle cartelle

La sospensione decisa a marzo sul pagamento delle cartelle esattoriali nonchè degli avvisi inviati ai contribuenti italiani, era stata prorogata fino alla fine di agosto per essere poi prorogata nuovamente fino al 15 ottobre. Dal 16 ottobre, il pagamento doveva avvenire in un'unica soluzione. Così come lo sarà probabilmente con la nuova proroga fino a fine dicembre. Anche se la richiesta è quella di fare un versamento unico, in caso di importi alti, l'Agenzia delle Riscossioni consente di poter rateizzare l'importo. Tuttavia va seguita una procedura ben precisa per non perdere questa possibilità. Dunque, anche se la manovra economica di ieri, 17 ottobre, ha nuovamente congelato i pagamenti delle cartelli fiscali, fino al 31 dicembre, è bene vedere come procedere per la rateizzazione delle cartelle.

Rateizzazione debiti fiscali: come richiederla

La richiesta di rateizzazione va inviata via PEC, agli indirizzi riportati in calce a ciascuna cartella fiscale. Oppure può essere presentata direttamente agli uffici dell'Agenzia della Riscossione. In un momento in cui, per l'acuirsi del contagio da Covid-19, le misure del Governo vanno verso un aumento dello smart-working nella pubblica amministrazione (si pensa fino al 75-80%), è bene munirsi di PEC, posta elettronica certificata, che è utile anche per altre situazioni, come quella relativa per esempio alla contestazione delle multe stradali.  

Per importi fino a 60 mila euro, puoi ottenere la rateizzazione direttamente on-line usufruendo del servizio “Rateizza adesso” presente nell’area riservata.

La richiesta di rateizzazione è solitamente concessa senza alcuna opposizione. Il pagamento costante delle rate che sono state scelte nel piano di rimborso (fino ad un massimo di 72), fa si che il debitore non è considerato inadempiente verso gli enti creditori. Il regolare pagamento non fa scattare fermi o iscrizione di ipoteche. Anzi, con il pagamento della prima rata di rateizzazione, è sospeso d'ufficio anche il fermo amministrativo dell'auto. 

Nel caso in cui non si pagano 5 rate, anche non consecutive, il piano di rateizzazione decade, con l'obbligo del pagamento in un'unica soluzione. Il limite delle cinque rate, è portato a dieci per i soli piani di rateizzazione che sono attivi al 15 ottobre (per effetto del Decreto Rilancio e successive proroghe).

Per importi sopra i 60 mila euro puoi richiedere la rateizzazione presentando una domanda (tramite gli specifici indirizzi pec riportati nel modello di rateizzazione) e allegando la certificazione relativa all’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) del tuo nucleo familiare per attestare la temporanea situazione di obiettiva difficoltà economica. Anche in questo caso, l'accoglimento della domanda consente una rateizzazione fino ad un massimo di 72 rate.

Il numero delle rate può essere elevato a 120 se si dimostra che l'importo della singola rata supera il 20% del reddito mensile famigliare risultante nel modello ISEE. 

Cartelle esattoriali sospese

Inoltre, come stabilito dal DL n. 104/2020 (cosiddetto "Decreto Agosto”), il pagamento delle rate sospese, ossia quelle con scadenza compresa tra l’8 marzo e il 15 ottobre 2020, dovrà essere effettuato entro il prossimo 30 novembre. 

Le rate con scadenza successiva al 15 ottobre devono essere versate nel rispetto delle date riportate sui bollettini/moduli di pagamento allegati al provvedimento di accoglimento. La manovra economica approvata il 17 ottobre proroga ulteriormente il versamento delle rate che erano state sospese fino al 15 ottobre.

Cartelle fiscali, stop fino al 31 dicembre

Solo alcuni giorni fa il Ministro dell'Economia e delle Finanza, Roberto Gualtieri aveva rilasciato a Rainews24 importanti dichiarazioni:

Non dico parole di rassicurazione su un nuovo rinvio dei pagamenti fiscali e delle cartelle esattoriali, perché sarei un imbonitore. Ma abbiamo detto all’Agenzia delle Entrate che bisogna ripartire con grande gradualità.

Tali dichiarazioni non lasciavano alcun dubbio. Nessuna proroga in vista, compresi i pignoramenti, ma si procederà con un metodo scaglionato onde evitare una pioggia di cartelle esattoriali.

L'acuirsi della curva del contagio, e i possibili risvolti sull'economia probabilmente hanno fatto fare marcia indietro al Ministro Roberto Gualtieri e all'intero esecutivo. Disponendo un'altra proroga ma questa volta via decreto, sarà invece immediatamente operativa per la moratoria della riscossione. Nello specifico nel decreto viene disposta la proroga fino al 31 dicembre 2020 della sospensione delle attività di notifica di nuove cartelle di pagamento, del pagamento delle cartelle precedentemente inviate e degli altri atti dell'Agente della Riscossione. Allo stesso tempo, si proroga al 31 dicembre anche il periodo durante il quale si decade dalla rateizzazione con il mancato pagamento di 10 rate, anziché 5. Per consentire uno smaltimento graduale delle cartelle di pagamento che si sono già accumulate, alle quali si aggiungeranno quelle dei ruoli che gli enti consegneranno fino al termine della sospensione, precisa ancora il comunicato, è inoltre previsto il differimento di 12 mesi del termine entro il quale avviare alla notifica le cartelle.

Cartelle esattoriali: conto corrente salvo dal pignoramento

L'ulteriore proroga concessa sia per la moratoria della riscossione che per l'attività di notifica di nuovi atti, mette al riparo il conto corrente, almeno fino a fine anno da possibile pignoramenti. Nelle settimane scorse, le circa 9 milioni di cartelle inviate agli italiani, aveva fatto tremare altrettanti conti correnti, pronti ad essere pignorati dall'Agenzia delle Entrate. 

Il conto corrente sappiamo che è uno degli strumenti più diffusi tra gli italiani, attraverso cui si ricevono, mediante accredito, i soldi dello stipendio, della pensione, ma è anche lo strumento sul quale sono addebitate le rate del mutuo. Insomma una necessità che pone tale strumento quello più aggredibile per saldare i conti con gli enti pubblici creditori. Ecco perchè il conto corrente può essere pignorato dall'Agenzia della Riscossione, nel caso si voglia la certezza del rientro del debito. Ma ci sono dei limiti. 

Conto corrente: i limiti del pignoramento

Ci sono delle regole o limiti al pignoramento del conto corrente? Queste sono le stesse applicate indistintamente ad un conto di un pensionato e al conto correte di un avvocato? La risposta è che ci sono differenze, ed il conto corrente di un dipendente o di un pensionato è maggiormente tutelato dalla legge. Il conto corrente di un lavoratore dipendente o di un pensionato non può essere pignorato direttamente, sempre che il debito rimanga al di sotto di una certa soglia. Nel caso in cui sul conto corrente venga accreditato unicamente lo stipendio o la pensione, la legge prevede dei limiti alle somme da pignorare.

Quali somme possono essere pignorate? Nel caso in cui sul conto corrente sino presenti delle somme depositare prima della notifica del pignoramento, queste potranno essere sequestrate. O quanto meno quella parte che eccede la soglia impignorabile: questa equivale a tre volte l'assegno sociale, che per il 2020 è fissato in 459,83 euro al mese. Quindi (moltiplicando questa cifra per tre) arriviamo a 1.379,83 euro al mese. Sullo stipendio e sulla pensiona, per tutte le cifre versate sul conto corrente dopo la data del pignoramento si applica il limite del quinto. Vuol dire che, se il conto è stato pignorato, stipendi e pensioni accreditate possono essere trattenute solo entro il limite del 20%. Il restante 80% deve essere lasciato disponibile per il sostentamento.

Conto corrente cointestato: i limiti del pignoramento

Cosa succede se un conto cointestato è sequestrato? In tal caso è utile fare riferimento alla sentenza numero 6123 (anno 2016) della Corte di Appello di Roma, secondo cui i cointestatari assumono la posizione di debitori solidali solo qualora i debiti siano nei confronti della banca in cui è aperto il conto. Dunque gli altri creditori possono solo aggredire la quota di conto spettante al debitore e non pignorare l’intera somma (se corrispondente al debito). Non sempre è possibile sequestrare completamente un conto corrente cointestato. Anche se la banca è obbligata a vincolare la cifra oggetto del pignoramento aumentata della metà, al netto della somma non pignorabile, la banca dovrà rendere utilizzabile sia la somma in eccesso, che, se il conto corrente è cointestato, ad esempio tra marito e moglie, e il pignoramento riguarda uno dei due coniugi, la metà della somma versata è comunque a disposizione dell’altro coniuge e non può essere vincolata.

 

In conclusione, con la buona notizia della proroga il conto corrente è salvo fino al 31 dicembre 2020. Ma il Capodanno potrebbe essere amaro.