Come spesso accade in tempi di crisi, anche in questo momento si profila come primaria la necessità per il Governo di reperire risorse da destinare agli interventi da miliardi di euro messi a punto per fronteggiare l'emergenza coronavirus e aiutare famiglie e imprese in Italia.

Conto corrente: a rischio un prelievo forzoso?

Ed è proprio in momento come quelli che stiamo vivendo che si riaffacciano in maniera prepotente le ipotesi di un intervento coercitivo da parte dello Stato ai danni dei risparmiatori.

Da una parte si levano voci in favore di una patrimoniale che vada a colpire i redditi oltre una certa soglia, dall'altra quelle che riecheggiano lo spettro di un incubo già vissuto nell'estate del 1992.

A quell'epoca l'allora Governo Amato decise nella notte tra il 9 e il 10 luglio di mettere le mani nelle tasche degli italiani, con un improvviso prelievo forzoso del 6 per mille.

Il timore è si possa assistere ad un simile intervento anche ora, vista la crescente necessità dell'Esecutivo di trovare risorse per finanziare la lotta al coronavirus e la successiva ripartenza economica del Paese.

Conto corrente: prelievo forzoso illogico con emergenza coronavirus?

Come indicato in alcune occasioni anche da vari membri del Governo, l'idea di un prelievo forzoso appare alquanto "fantasiosa" e illogica in un momento in cui lo Stato sta andando incontro ai cittadini con una serie di misure economiche, dalla cassa integrazione ai bonus per le partite Iva, passando per quelli destinati alle famiglie.

Non avrebbe in effetti molto senso pensare che il Governo in questo momento apre i rubinetti della liquidità da una parte, per poi colpire i risparmi degli italiani dall'altra.

Un ragionamento che tuttavia non basta ad eliminare i timori legati ad un prelievo forzo sui conti correnti che vada a colpire tutti indistintamente.

Conto corrente: BTP al posto del prelievo forzoso? Il piano di Tremonti

Non mancano però le strade alternative da percorrere per scongiurare un simile scenario e una di queste è stata proposta già a fine marzo da Giulio Tremonti.

L'ex Ministo delle Finanze e dell'Economia ha inviato una lettera al Corriere della Sera. nella quale ha presentato il suo "piano di difesa e ricostruzione nazionale.

Visto che l'italia ha uno die più grandi giacimenti di risparmio al momento, secondo Tremonti si può pensare che sia possibile salvarci da soli.

A suo dire è da escludere l'introduzione di un'impostazione patrimoniale che creerebbe un disastro peggiore di quello che si vorrebbe evitare.

L'idea di Tremonti è quella di un piano "basato sull’emissione di titoli pubblici a lunghissima scadenza, con rendimenti moderati, ma sicuri e fissi, garantito dal sottostante patrimonio della Repubblica (per cui si può e si deve introdurre un regime speciale, anche urbanistico), titoli assistiti, come in un tempo che è stato felice, da questa formula: «esenti da ogni imposta presente e futura»."

Nuovi BTP meglio di una patrimoniale. L'idea del M5S

Il ricorso ai BTP per reperire risorse utili a rimpinguare le casse dello Stato, è stata ventilata nei giorni scorsi anche dal Movimento di Stelle.

Proprio il giorno prima dell'annuncio del nuovo BTP Italia che arriverà a maggio, uno dei pentastellati, Davide Zanichelli, membro della Commissione Finanze della Camera, aveva dichiarato: "l'ipotesi di emissione di BTP Italia destinati al mercato retail è da cogliere positivamente. Mobilitare almeno una parte dei 1.400 miliardi di risparmi fermi sui conti correnti e depositi delle famiglie italiane può darci una grande mano".

BTP agganciato al PIL dell'Italia

Ancora prima di queste ultime novità relative al BTP Italia, Milano Finanza a inizio aprile aveva parlato della necessità da parte dell'Esecutivo di prendere in considerazione l'emissione di particolari BTP con caratteristiche distintive.

La prima tra tutte, come indicato dal quotidiano finanziario, è quella di indicizzare il tasso di interesse all'andamento del PIL nominale, cioè a prezzi correnti.

Per bilanciare la possibilità di avere cedole uguali a zero durante la vita del BTP, questi ultimi dovrebbero essere emessi sotto la parità e per renderli ancora più allettanti secondo Milano Finanza bisognerebbe esentarli dall'imposta di successione, trattandosi di investimenti con scadenza molto lunga.