La dilagante diffusione del coronavirus a livello mondiale e in particolare in Italia, che fino a qualche giorno fa deteneva il triste primato di Paese con il più alto numero di contagiati al mondo, ha portato a fare i conti con un problema sanitario di grandissima portata.

A questo si stanno aggiungendo le pesantissime ripercussioni economiche che rischiano di mettere a dura prova le nostre banche e più in generale il sistema finanziario nel suo complesso.

Conto corrente: soldi a rischio per via del coronavirus?

Tanto basta a sollevare non pochi timori tra i risparmiatori che si chiedono quali rischi si corrono ora per via del coronavirus, con riferimento alla liquidità presente sul proprio conto corrente.

Dalle ultime indicazioni dell'ABI è emerso che nel periodo compreso tra gennaio 2019 e gennaio 2020 è aumentata del 6% la quota cash sui conti correnti degli italiani.

Negli ultimi mesi peraltro questa percentuale potrebbe aver subito un ulteriore incremento per via dei disinvestimenti che molti hanno realizzato in seguito al crollo dei mercati azionari e delle turbolenze di quelli obbligazionari.

Quale pericolo si corre ora a tenere la liquidità sul conto corrente? Si rischia di perdere in tutto o in parte i propri risparmi?

Conto corrente: cosa rischi se la banca fallisce?

Il primo aspetto negativo con cui dover fare conti è che le somme di denaro parcheggiate sul conto corrente non fruttano alcun interesse.

Se da una parte non si guadagna nulla, è anche vero che dall'altra questa liquidità non è esposta in alcun modo alle fluttuazioni dei mercati finanziari.

Un pericolo per il conto corrente è rappresentato da un possibile fallimento della banca presso il quale è aperto.
Per quanto simili scenari non si possano escludere a priori, bisogna riconoscere che oggi appaiono più remoti rispetto al passato, visto che gli istituti di credito sono più solidi e meglio patrimonializzati rispetto agli anni scorsi.

Da ricordare che ciascun conto corrente, ad eccezione di quelli di Banco Posta, è coperto dalla garanzia del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi che prevede un risarcimento fino ad un massimo di 100.000 euro in caso di fallimento di una banca.

Questa tutela viene applicata per somme non eccedenti la soglia appena indicata ai depositi in conto corrente, depositi vincolati (conti di deposito), certificati di deposito, libretti di risparmio e assegni circolari.

Conto corrente: l'inflazione è nemica del cash

Una minaccia per la liquidità ferma sul conto corrente è rappresentata dall'inflazione che va ad erodere il potere d'acquisto delle somme depositate.

Al momento la dinamica dei prezzi al consumo in Italia non desta preoccupazione alcuna, basti pensare che a febbraio il dato evidenziava un rialzo dello 0,2% su base mensile.

Una percentuale decisamente bassa che per ora si può sicuramente tollerare come "prezzo", peraltro estremamente contenuto, da pagare per tenere fermi i soldi sul conto corrente in questa fase di incertezza.

Conto corrente: virus tax in agguato?

Tra i rischi maggiori che si corrono in questa fase particolare dominata dall'emergenza coronavirus, c'è quello di un potenziale prelievo forzoso che il Governo potrebbe decidere di attuare per far fronte ad un debito pubblico sempre più sollecitato dalle diverse misure attuale per far fronte alla crisi provocata da Covid-19.

Al momento non è circolata alcuna indiscrezione in tal senso, per quanto la preoccupazione legata ad una possibile virus tax resta, complice il ricordo del lontano 1992, quando in estate il Governo amato decise in una notte di mettere le mani sui conti correnti e sugli libretti di risparmio degli italiani, con un prelievo coatto. 

Conto corrente: che fare ora con la liquidità?

Al netto di quest'ultima ipotesi relativa al prelievo forzoso, come visto fino ad ora non ci sono particolari minacce per la liquidità presente sul nostro conto corrente, ragion per cui non c'è alcun motivo che induca ad una fuga al bancomat per ritirare i propri risparmi.

Alla luce di ciò, si può tranquillamente mantenere parcheggiata sul conto corrente la propria liquidità in questa fase.
Con il cash a disposizione più di qualcuno potrà fronteggiare i minori flussi in entrata a causa dello stop forzato di varie attività lavorative in Italia.

Inoltre, la liquidità potrà essere mantenuta in stand-by in attesa che si calmino le acque sui mercati finanziari, per poi valutare quale potrà essere il miglior asset di investimento su cui puntare.