Il 30 giugno scorso gli italiani, titolari di conto corrente o di libretto di risparmio postale o bancario, si sono ritrovati a pagare una tassa, per la precisione l'imposta di bollo. Si tratta, nello specifico, di una patrimoniale in quanto a carico dei cittadini solo per il possesso del conto corrente e non in ragione dell'ammontare dei depositi o del numero delle operazioni effettuate come peraltro mette in risalto IlGiornale.it.

Imposta di bollo conto corrente e libretto di risparmio, non sempre si paga

In altre parole, quella sul conto corrente è una tassa obbligatoria che nessuno vorrebbe pagare, o comunque tra le meno amate, ma ci sono casi specifici, pur tuttavia, in corrispondenza dei quali il prelievo e quindi il pagamento della tassa non è dovuto.

Esenzione imposta di bollo conto corrente in base alla giacenza

Nel dettaglio, l'esenzione dal pagamento dell'imposta annuale di bollo sul conto corrente scatta in base alla giacenza, e precisamente quando questa su base annua è inferiore alla soglia dei 5.000 euro.

Esenzione imposta di bollo conto corrente per conto di base e per valore Isee

Ma non si tratta del solo caso in corrispondenza del quale l'imposta di bollo non è dovuta. La tassa non la pagano, infatti, i titolari di conto corrente di base e tutti coloro che hanno un Isee sotto i 7.500 euro ma a patto di presentare annualmente alla banca, entro il 31 maggio, l'autocertificazione con cui si dichiara che l'Indicatore della situazione economica equivalente è in corso di validità, e che è sotto la soglia sopra indicata.

Per quel che riguarda l'importo da pagare, infine, ricordiamo che l'imposta di bollo è una tassa annuale sui conti correnti pari attualmente a 34,20 euro per le persone fisiche, e pari a 100 euro per le persone giuridiche.