La mancanza di alternative remunerative e una carente educazione finanziaria spingono gli italiani a tenere i soldi sul conto corrente, o comunque a dirigersi verso forme tradizionali di deposito, ma nell'Europa dei tassi ai minimi questa scelta si rivela una specie di "tassa occulta" molto salata per i risparmiatori della Penisola.

Conto corrente: una tassa nascosta che costa 10 miliardi l'anno

Lo rivelano alcune stime del Sole 24 Oresecondo cui solo l'aumento silenzioso dell’inflazione, salita lo scorso anno poco sopra l’1%, ha "bruciato" almeno 10 miliardi di euro: un costo "occulto" che si associa peraltro, per chi non decide di investire i propri risparmi scegliendo altre strategie più efficienti, anche a veri e propri rischi palesi, come le regole sul bail in per chi ha oltre 100mila euro oppure una tassazione patrimoniale. 

Liquidità, una massa che continua a crescere ma non rende nulla

Le cifre sono del resto enormi. Citando dati di Bankitalia, il quotidiano ha segnalato che nel complesso depositi, biglietti e conti correnti, i cui rendimenti sono praticamente nulli a causa delle politiche accomodanti portate avanti dalle banche centrali negli ultimi dieci anni, rappresentavano alla fine dello scorso anno una massa di liquidità di quasi 1.400 miliardi di euro, cresciuta di circa 300 miliardi dal 2008, mentre per quanto riguarda più in dettaglio i conti bancari e postali il flusso di incremento dello stock è stato solo nel 2018 di ben 20 miliardi. Una specie di area parcheggio per risparmiatori poco propensi al rischio che insomma cresce. E costa anche.