I contratti a tempo indeterminato crescono grazie all’apporto decisivo delle politiche di avviamento al lavoro che hanno riportato al centro il tema della formazione e del consolidamento delle competenze.

Ottimi anche i risultati ottenuti rispetto all’occupazione femminile.

Contratto a tempo indeterminato: competenza e formazione sono essenziali

La crescita delle assunzioni a tempo indeterminato è possibile anche e soprattutto grazie ai progetti di alternanza scuola-lavoro e grazie all’impegno delle persone coinvolte e degli istituti per fornire una formazione di qualità.

La centralità dello sviluppo di percorsi di formazione preliminare in funzione di una crescita occupazionale stabile è descritta ampiamente nel Report 2019 di Umana (agenzia per il lavoro).

Il Report ha confrontato i dati relativi al 2019 con quelli dell’anno precedente e con quelli generali degli ultimi 5 anni (2015-19) evidenziando il trend positivo (+1,74) dell’avviamento al lavoro dei dipendenti under 30 una fascia che, da sola, costituisce il 47,05% del totale (il 40,1% è nella fascia d’età 30-49 e il 12,8% negli over 50).  Più nel dettaglio, tra gli under 30 avviati al lavoro nel 2019 emerge un +4,33% al di sotto di 20 anni a conferma di un trend molto positivo che si è consolidato grazie alla collaborazione di diversi istituiti tecnici operanti sul territorio a testimonianza di quanto sia importante la formazione di personale qualificato per le aziende.

Del resto a testimonianza di questo successo arriva un +408% di contratti a tempo indeterminato nel 2019 rispetto al 2018 (negli ultimi tre anni il 47,5% sono under 30, il 41,2% nella fascia 30-40, l’11,3% over 50).

Contratto a tempo indeterminato: molto bene anche le donne

Positivi anche i dati he riguardano gli avviamenti al lavoro delle donne dove si registra un distacco del +3,4% per le donne over 50 rispetto agli uomini anche per effetto, sempre secondo Umana, della crescita dei servizi alle persone e alle famiglie: in questo settore è impiegato il 10% di tutta la popolazione femminile con più di 50 anni di età avviata con percorsi di qualificazione o riqualificazione professionale.

I dati 2019, conclude il Rapporto, ci danno conto di un mondo legato all’impresa pervaso da dinamismo e continui cambiamenti in cui il rinnovamento delle competenze consente alle imprese di gestire la forza lavoro in modo più efficiente garantendo anche e soprattutto una continuità di rapporto in ambito lavorativo.