Il MEF ha pubblicato una serie di menzioni speciali a quelle partite IVA, ma anche alle persone fisiche e giuridiche che durante il lockdown – causa coronavirus – hanno pagato regolarmente le tasse rispettando il calendario fiscale ed evitando di accedere alle sospensioni e alle proroghe previste dal Governo. Sono stati definiti “contribuenti solidali”, ovvero quei cittadini che hanno rispettato e adempiuto i loro obblighi fiscali nonostante la crisi pandemica abbia colpito tutti gli strati sociali della popolazione. Per le partite IVA, le persone fisiche e giuridiche, inoltre, erano previste sospensioni e proroghe alle quali poter accedere: tutti coloro che non ne avranno usufruito, quindi, potranno essere insigniti del premio “contribuente solidale”. L’unica necessità è quella di inoltrare la richiesta al Ministero dell’Economia e delle Finanze. In questo modo i nominativi verranno inseriti in un’apposita lista che verrà pubblicata sul sito del MEF per rendere onore a questi cittadini che hanno adempiuto i loro obblighi.

Per ottenere il riconoscimento – come è stato spiegato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in un documento pubblicato il 15 ottobre scorso – occorre soltanto inviare un’e-mail per l’effettuazione della richiesta. Il titolo viene consegnato in maniera completamente gratuita a tutte le partite IVA, le persone fisiche o giuridiche che non hanno beneficiato di sospensioni e proroghe delle tasse, ma che hanno pagato tutti i tributi anche nel periodo più buio della pandemia. Esistono, però, dei termini entro i quali inviare le richieste per ottenere il riconoscimento.

Nella lista pubblicata sul sito ufficiale del Ministero dell’Economia e delle Finanze compariranno tutti quei cittadini che – dopo aver effettuato la richiesta seguendo le procedure previste del Ministero – verranno insigniti del titolo di “contribuente solidale” e riceveranno un ringraziamento da parte di tutta la Repubblica Italiana. L’alternativa all’uscita allo scoperto è quella di rimanere nell’anonimato.

Vediamo ora nel dettaglio come è possibile fare richiesta e chi può essere insignito del titolo di “contribuente solidale”. Esistono termini e modalità specifiche per la presentazione delle domande.

Chi è il “contribuente solidale”

Tenere il merito nascosto o fare del proprio comportamento un modello da seguire? Per ottenere il distintivo di “contribuente solidale” i cittadini – in particolare le partite IVA – che hanno rispettato il calendario dei pagamenti dei tributi senza usufruire di proroghe o sospensioni potranno scegliere due strade. 

La prima è quella di riservare il merito a sé stessi, rimanendo nell’anonimato nonostante il gesto di estrema solidità attaccamento al dovere dimostrato in un periodo di particolare crisi pandemica; mentre il secondo prevede l’inoltro della richiesta di ottenimento del titolo. In questo secondo caso, quindi, il contribuente (persona fisica o giuridica o titolare di partita IVA) in regola con tutti i pagamenti – quello che potremmo definire “contribuente modello” –, potrà dimostrare alla popolazione che per risollevare la testa c’è sempre modo, occorre solo rimboccarsi le maniche e darsi da fare. 

Il provvedimento emanato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze porta la firma del ministro Roberto Gualtieri, che ha voluto anche ringraziare questi cittadini “di serie A” grazie ai quali “è venuto un sostegno importante alla tenuta dell'economia italiana”. Pubblicato lo scorso 15 ottobre 2020, questo documento chiarisce: “(…) la menzione di contribuente solidale” è riservata a quei cittadini che –potendo usufruire delle sospensioni disposte con i decreti legge Cura Italia, Liquidità e Rilancio –, “abbiano deciso di effettuare comunque i versamenti sospesi”. In tal modo, tutte le partite IVA e i soggetti che hanno dimostrato merito e valore rientreranno in una lista – stilata proprio dal Ministero dell’Economia – che varrà il titolo di “contribuente solidale”.

Contribuente solidale: chi può inoltrare la richiesta per ottenere il titolo

Come detto, il titolo di “contribuente solidale” è completamente gratuito e spetta a quei cittadini che hanno rispettato e adempiuto i loro obblighi tributari nonostante la grave crisi pandemica che ha colpito il nostro Paese. In particolare, il Governo aveva previsto – durante il periodo di lockdown – una serie di sospensioni e proroghe delle tasse e dei tributi per venire incontro a tutte le persone in difficoltà che non lavorando non riuscivano a mantenere le spese per l’approvvigionamento e il sostentamento delle loro famiglie. Molti benefici erano riservati anche alle aziende e ai professionisti con ricavi entro certo limiti.

Tuttavia, alcuni cittadini non hanno beneficiato di queste proroghe e sospensioni e hanno provveduto a saldare tutti i pagamenti fiscali seguendo rigorosamente il calendario fiscale 2020. In questo modo, quindi, sono risultati potenzialmente beneficiari del titolo di “contribuente sociale”. Per poter essere inseriti nella lista stilata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, però, occorre inoltrare le richieste direttamente al Ministero.

Le istruzioni emanate dal MEF in data 15 ottobre rivelano che i potenziali beneficiari del titolo sono sia le persone fisiche, sia le persone giuridiche che risultino – appunto – in regola con tutti i pagamenti e che abbiano adempiuto i loro obblighi fiscali per tutta la durata del periodo di lockdown. Sono comprese anche tutte le partite IVA e i lavoratori autonomi e i professionisti di settore in regola con i pagamenti.

Come si effettua la richiesta di iscrizione nella lista

Dopo aver passato in rassegna i potenziali beneficiari del titolo e coloro che potranno inoltrare le richieste al Ministero dell’Economia e delle Finanze, è bene chiarire anche quali sono le modalità per l’effettuazione delle domande. Il provvedimento del 15 ottobre 2020 chiarisce ogni dubbio.

Le istruzioni del MEF mettono a disposizione due canali per la presentazione delle richieste:

  • Il primo prevede l’invio di una e-mail a uno dei seguenti indirizzi appositamente dedicati: contribuentisolidali@mef.gov.it e contribuentisolidali@pec.mef.gov.it, specificando il motivo per il quale si sta inviando il messaggio;
  • Il secondo metodo, invece, prevede la presentazione della domanda entro (e non oltre) i dodici mesi dalla data del versamento dei tributi erariali che hanno dato diritto al riconoscimento del titolo di “contribuente solidale”.

La domanda – sottolineano nuovamente nel provvedimento del Ministero dell’Economia e delle Finanze – è completamente gratuita. Una volta inviata la richiesta, al contribuente in regola con i pagamenti verrà inviata la conferma dell’avvenuta menzione. Il suo nome verrà quindi aggiunto nella lista dei cittadini che hanno rispettato tutte le scadenze fiscali 2020 durante il lockdown.

Nel comunicato, infine, si precisa che la possibilità di ottenere il titolo deriva anche da uno dei decreti che il Governo ha emanato per fronteggiare l’emergenza: in particolare, dall’articolo 71 del Decreto Legge Cura Italia. 

Covid, sospensione dei versamenti e degli adempimenti tributari

Il Decreto Cura Italia, il Decreto Rilancio e il Decreto Liquidità hanno introdotto, confermato o prorogato una serie di sospensioni di versamenti e adempimenti tributari. Era possibile avvalersi di queste agevolazioni oppure rispettare il calendario fiscale senza posticipare i pagamenti.

In particolare, per tutti i contribuenti colpiti maggiormente dalla crisi pandemica era stata prevista la sospensione dei contributi e delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente, che sono poi ripresi regolarmente a decorrere dal 16 settembre 2020. A partire da tale data, quindi, i contribuenti hanno potuto versare il 50% delle somme dovute in un’unica soluzione oppure hanno potuto scegliere l’opzione delle quattro rate di pari importo ciascuna. Il restante 50% dell’importo dovuto, invece, andrà saltato a decorrere dal 16 gennaio 2021, senza applicazione di interessi o sanzioni, fino però a un numero massimo di 24 rate di pari importo da pagare ogni mese.

I settori maggiormente interessati da tale ripresa dei pagamenti sono quello turistico-alberghiero, termale, le sale giochi e i centri scommesse, i luoghi di cultura, sport, istruzione, trasporto passeggeri, ristorazione e bar, parchi divertimento, eventi di ogni genere.

Per quanto riguarda, invece, le imprese o i liberi professionisti (con ricavi che non superino i 50 milioni di euro all’anno), era stata prevista la sospensione dei versamenti dei mesi di aprile e maggio 2020 a fronte di una perdita di fatturato (dimostrabile) del 33% (almeno) rispetto all’anno precedente. Anche in questo caso si poteva procedere al versamento del primo 50% delle somme dovute a partire dal 16 settembre (in un’unica tranche o in quattro rate da pagare ogni mese e di pari importo), per poi saldare il pagamento il 16 gennaio 2021. Per i professionisti o le aziende che hanno registrato un fatturato superiore ai 50 milioni di euro, invece, occorreva dimostrare di aver subito perdite per il 50% rispetto all’anno precedente. Le modalità per saldare i tributi erano le medesime.

Infine, i lavoratori autonomi e gli agenti (i cui ricavi non siano superiori ai 400 mila euro nel relativo periodo di imposta 2019) sono stati esentati dall’applicazione della ritenuta di acconto sulle ricevute di ricavi e compensi conseguiti nel periodo che decorre dal 17 marzo 2020 e arriva fino al 31 maggio 2020. I versamenti sono poi ripresi – anche in questo caso – il 16 settembre 2020 con le modalità descritte sopra. Il primo 50% è andato versato in tale data sottoforma di un’unica tranche oppure scegliendo di rateizzare il pagamento in quattro rate mensili di pari importo. Il secondo e restante 50% dell’importo dovuto, invece, andrà saldato dal 16 gennaio 2021, fino a un massimo di 24 rate mensili.

I contribuenti Isa e forfettari che riescano a dimostrare una perdita di fatturato pari almeno al 33% dei corrispettivi nei primi sei mesi del 2020 rispetto al medesimo semestre del 2019, potevano invece beneficiare della proroga sulle imposte sui redditi e sulla proroga dell’Irap, slittate – entrambe – al 30 aprile 2021.