Rispetto agli anni passati il conto corrente, per il Fisco, è un'arma formidabile per stanare gli evasori fiscali. In particolare, evitare i controlli del Fisco non è semplice, ma quel che è certo è che l'Agenzia delle Entrate nella maggioranza dei casi può avviare dei controlli prima, e degli accertamenti fiscali poi, in caso di eventuali operazioni anomale.

Quando le operazioni sul conto corrente possono destare sospetto

Le anomalie sono in genere legate a condizioni limite sul conto corrente. Per esempio, se su un conto corrente non ci sono pagamenti e accrediti, di cosa vive l'intestatario del rapporto bancario? Così come possono destare sospetto, su un conto corrente bancario o postale, i troppi prelievi o i troppi versamenti di denaro

Come schivare l'assalto del Fisco partendo dalla corretta gestione dei bonifici

Per schivare l'assalto del Fisco la regola aurea è quella di avere sempre un giustificativo per ogni operazione in entrata o in uscita dal conto corrente. E quindi come prima cosa, per esempio, quando si fa un bonifico è bene specificare con il massimo dettaglio la causale, e lo stesso dicasi pure per i bonifici in entrata.

Un altro incubo del correntista, oltre al controllo fiscale, è rappresentato dalla patrimoniale, ovverosia dal cosiddetto prelievo forzoso. Come evitarlo?

Patrimoniale conto corrente, il prelievo forzoso si può evitare?

Per evitare l'assalto ai prelievi in banca, il prelievo forzoso sui conti correnti è sempre retroattivo, e quindi l'unica arma per difendersi è quella di mantenere sempre basse, o comuque al minimo, le giacenze. L'ultimo prelievo forzoso sui conti correnti degli italiani risale al 1992, ai tempi del Governo guidato dal premier Giuliano Amato. Si trattò di una decisione senza precedenti nel nostro Paese.