Sulla vicenda del coronavirus sono arrivati i primi provvedimenti in materia di salute, che prevedono norme molto stringenti e che condizionano la vita dei cittadini di intere regioni.

Con lo scopo di fronteggiare lo stato di emergenza sanitaria il Governo ha già messo a disposizione 20 milioni di euro.

Per le cosiddette zone rosse è al vaglio un decreto legge specifico per elaborare un piano di aiuti economici.

La modalità di intervento dovrebbe essere sulla falsariga delle misure, che si adottano solitamente in caso di calamità naturali, come succede per le alluvioni e per i terremoti.

Emergenza Coronavirus: Aiuti alle PMI

Le piccole e medie imprese (PMI) sono messe a dura prova dal coronavirus, con criticità abbastanza evidenti nelle aree focolaio del Nord Italia.

Il decreto dovrebbe arrivare in tempi molto rapidi, per consentire di dare una risposta concreta ai contraccolpi dovuti agli stop della produzione e alla sospensione forzata del lavoro.

I tecnici del Dicastero dell'Economia stanno predisponendo una serie di proposte, sotto la guida del Ministro Gualtieri e in collaborazione con il Presidente del Consiglio Conte.

Dovrebbero arrivare ingenti contributi per la ripresa delle attività, previa valutazione dell'effettiva entità del danno economico sull'azienda.

Coronavirus: Stop ai mutui e alle tasse

L'esecutivo, in base alle indiscrezioni che sono emerse, starebbe preparando un accordo con l'ABI per congelare le rate dei mutui.

Il Governo sta effettuando una serie di incontri con l'associazione bancaria per siglare accordi in tal senso.

Sarebbe stata introdotta una norma per l'accesso al credito attraverso il Fondo di Garanzia destinato alle PMI.

Per quanto concerne la materia strettamente fiscale si prevede il blocco dei pagamenti sia per i tributi locali sia per quelli erariali.

Per ora gli interventi sarebbero individuati in un'area di 11 Comuni della zona rossa, ma non è escluso che il testo definitivo possa comprenderne altri.

Integrazione salariale straordinaria

Anche il Ministero del Lavoro vuole fare la propria parte per arginare gli effetti economici e occupazionali del coronavirus. Nunzia Catalfo ha convocato le categorie produttive, i sindacati, i rappresentanti delle imprese artigiane.

L'idea è quella di estendere l'integrazione salariale in deroga alle aziende che non superano i 6 dipendenti.

La particolarità del provvedimento è che non andrebbe solo a proteggere coloro che abitano all'interno dei Comuni in quarantena ma anche i lavoratori che saranno costretti a restare a casa per la chiusura delle attività dove operano.

La prontezza della convocazione ha avuto il plauso delle parti sociali ma Maurizio Landini, leader della Cgil, chiede con insistenza che gli autonomi e i lavoratori a partita Iva non siano esclusi dai benefici.

Sul fronte della pubblica amministrazione la Ministra Fabiana Dadone annuncia un impegno per incentivare la pratica innovativa dello smart working, il lavoro agile, scavalcando le limitazioni di legge e della contrattazione collettiva di riferimento.