Tutti i dati sull'epidemia di coronavirus in Italia, a partire da quelli per cui si prevedeva il picco tra due/tre giorni, sono sbagliati. A riportarlo è ilgiornale.it considerando il fatto che gli italiani già da parecchi giorni sono a casa, ma la dinamica dei contagi da coronavirus resta crescente al punto che Angelo Borrelli, il capo della Protezione Civile, non ha escluso che il picco del contagio possa essere raggiunto, se non nella prossima, tra due settimane.

Epidemia coronavirus, bilancio drammatico in Italia con oltre 4 mila decessi

Aspettando i dati aggiornati di oggi, che saranno comunicati proprio dalla Protezione Civile, ieri il bilancio dell'epidemia di coronavirus è stato ancora una volta drammatico con 627 vittime che hanno portano il totale a 4.032 decessi nel nostro Paese.

Perché il picco del contagio viene spostato in avanti?

Le misure del Decreto 'Io resto a casa' non potranno non generare effetti positivi sulla riduzione del numero di contagiati da coronavirus, ma rispetto alle previsioni il picco è stato spostato in avanti anche perché una minoranza di italiani non sembra aver ancora compreso a pieno la gravità della situazione. Non a caso in queste ore sono arrivate restrizioni sullo sport amatoriale all'aperto mentre il sito Gazzetta.it lancia ai runner l'appello di fermarsi, e di farlo per chi corre in ospedale a salvare vite.

I modelli matematici sul coronavirus vanno in tilt senza rispetto di regole e indicazioni

IlGiornale sottolinea inoltre come a far saltare le previsioni dei matematici sul picco di contagio da coronavirus in Italia siano anche e proprio le persone che non seguono le indicazioni restrittive delle autorità. Con la conseguenza che i modelli matematici vanno in tilt.

Basti pensare, stando ai dati forniti dal Viminale, che nell'arco di 8 giorni, per il mancato rispetto delle disposizioni di legge previste contro il coronavirus, le persone denunciate su tutto il territorio nazionale sono state ben 53 mila.