Neil Dwane, Global Strategist di Allianz Global Investors, spiega che i mercati finanziari sembrano segnalare che la situazione in Medio Oriente non sfuggirà di mano, ma gli attriti tra Stati Uniti e Iran potrebbero non avere vita breve. L’industria della difesa e i settori legati al petrolio e al gas potrebbero rimanere ben supportati, ma a livello generale  Neil Dwane ritiene che gli investitori debbano mantenere un atteggiamento cauto e paziente. La selezione di titoli di elevata qualità caratterizzati da bassa correlazione con il mercato e la “ricerca di income” sono importanti qualora si vogliano limitare i rischi legati alla volatilità.

Da qualche tempo monitoravamo la situazione in Medio Oriente, consapevoli del fatto che un’eventuale esplosione delle tensioni avrebbe potuto impattare significativamente sui mercati globali. La scintilla sembra essere scoppiata nelle ultime settimane, con gli Stati Uniti e l’Iran vicini ad un conflitto militare. La reazione dei mercati finanziari suggerisce che la situazione non dovrebbe sfuggire di mano, ma il contrasto potrebbe comunque non avere vita breve.  Neil Dwane pensa che gli investitori dovrebbero prepararsi a “cavalcare” la volatilità iniziale, conseguente a questa situazione, ed essere pronti a rivalutare le posizioni quando si manifesteranno segnali di riduzione dell’escalation.

Cosa è successo?

Gli Stati Uniti e l’Iran hanno intensificato le tensioni nelle ultime settimane. Se da un lato è ragionevole aspettarsi un confronto prolungato tra le due nazioni, dall’altro  Neil Dwane crede che nessuno dei due voglia iniziare una guerra vera e propria. Inoltre, l’Iran è stato indebolito dalle continue sanzioni economiche e potrebbe non essere in grado di intraprendere un’azione militare importante. Ma la situazione rimane imprevedibile e il rischio di un’ulteriore escalation tra Stati Uniti e Iran - e di turbolenze in tutta l’area - rimane significativo.