Crack Grecia. I buoni sconto per uscire dalla crisi del debito

Nel nostro intervento del 27 maggio abbiamo visto i limiti dell’attuale sistema monetario e della confusione fatta tra finanza e mercato finanziario. Di G.Passali

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Nel nostro intervento del 27 maggio abbiamo visto i limiti dell’attuale sistema monetario e della confusione fatta tra finanza e mercato finanziario. Poiché occorre ripensare il sistema fin dalle fondamenta, ho proposto una nuova definizione di moneta: la moneta è uno strumento temporale di coestensione del valore. L’attuale sistema conosce solo un modo per generare moneta, quella di creare un debito.Ed essendo un debito impagabile con la stessa moneta generata, tale debito richiede sempre nuova moneta, la quale crescerà insieme al debito, cioè in modo esponenziale; infatti, la formula di crescita del debito è quella dell’interesse composto. Per rendere un debito pagabile, occorre una moneta che non sia a debito, una moneta che nasca priva di debito e che sia distribuita gratuitamente.Certo rimangono da stabilire le modalità per una equa distribuzione della moneta, ma intanto occorre fissare il principio: il sistema della moneta debito non funziona e non può funzionare, il debito è impagabile con la stessa moneta, a meno di una crescita esponenziale della moneta e del debito conseguente. Per il pagamento dei debiti, per una reale finanza, per una finanza al servizio del mercato economico, occorre una moneta priva di debito, una moneta distribuita gratuitamente.Una tale moneta avrebbe l’enorme pregio di corrispondere alla realtà che viviamo. Mentre alcuni beni sono di tipo esclusivo (se ce l’ho io, manca a un altro), in natura abbiamo e usufruiamo di innumerevoli beni, il cui possesso o usufrutto non costituiscono una mancanza o un difetto per qualcun altro. Basti pensare, per esempio, all’energia che abbiamo dal sole, alla pioggia, al vento, all’alternarsi delle stagioni. Oppure, anche alla professionalità o all’intelligenza di una persona: la presenza di questi beni non costituisce un difetto o una mancanza per qualcun altro.