Il crescente ottimismo per l'esito dei colloqui USA -  Cina di Washington ha subito un brusco arresto ieri notte, quando il South China Morning post ha riportato (nuovamente) che la visita cinese sarebbe stata accorciata ad un giorno,  aggiungendo il motivo: non erano stati fatti sufficienti progressi a livello di seconde linee, da permettere un accordo tra i leader. Wall Street aveva appena chiuso positiva (+0.9%) sia pure a qualche decimo dai massimi di seduta e le news hanno buttato giù i futures di un punto e offerto una pessima apertura all'azionario asiatico.

Il report è stato però smentito a stretto giro dalla Casa Bianca, e la permanenza del Vice Premier Liu He è stata confermata fino a venerdì sera. Inoltre, il NY Times ha riportato che gli USA concederanno a breve nuove licenze alle aziende USA per fornire a Huawei materiale "non sensibile". Bloomberg ha riportato che gli USA avrebbero in mente di inserire nell'eventuale accordo una parte che riguardi il cambio. Il capo del US trade Representative Ross ha dichiarato che recentemente le pratiche commerciali cinesi sono peggiorate, ma i dazi li hanno costretti al tavolo. Entrambi le parti vogliono un accordo, si vedrà.

Questa tormenta di headlines ha garantito una seduta asiatica movimentata, ma alla fine Tokyo e il "China complex" hanno chiuso in terreno positivo e le uniche perdite degne di nota si sono avute a Mumbai e Seul.

Su queste basi, l'azionario europeo ha aperto più o meno sui livelli di ieri, ed ha affrontato la mattinata con un atteggiamento nervoso ma non negativo. I bonds eurozone,  per contro sono partiti da subito deboli, lasciando gli operatori a interrogarsi sui motivi di un comportamento così direzionale, in assenza di precisi catalyst, e di fronte ad un evento così  incerto.