Non accenna per il momento a placarsi la forza d'urto di una delle peggiori ondate ribassiste sperimentate nell'ultimo anno dalla famiglia delle criptovalute; un terremoto con epicentro l'Asia che investe da lunedì scorso tutto il mercato, quasi senza distinzioni tra bitcoin e "altcoins", in quella che si sta rivelando come la più pesante correzione del settore da metà dicembre.

Tutti giù

Cede ancora terreno il Bitcoin, in rosso su base giornaliera di oltre il 2,5% a 13.800 dollari e scivolato questa mattina fino a quota 13.105 dollari, allontandandosi così ancora dal picco storico di 19.896 dollari toccato appena lo scorso 17 dicembre.

Non resiste neanche Ethereum, che resta comunque finora protagonista di una delle performance più brillanti del 2017: la seconda cripto-moneta per capitalizzazione di mercato, ieri salita in controtendenza fino a un nuovo record storico di 1.391 dollari, cede oggi oltre il 10% e torna a quota 1.211 dollari, ancora comunque in progresso di oltre il 133% nell'ultimo mese e in positivo anche su base settimanale (+18%).

A spiccare in negativo è invece soprattutto ancora Ripple, la coin che si era guadagnata la fama di anti-bitcoin con il suo rialzo prodigioso messo a segno tra dicembre e gennaio: la quotazione attuale di 1,77 dollari di XRP - la sigla sotto cui viene scambiata la moneta  - implica un calo del 7% nelle 24 ore ma soprattutto un ripiegamento del 54% dal massimo storico di 3,84 dollari raggiunto esattamente una settimana fa.