I mercati azionari continuano il loro rally seppur con minore impeto, le trimestrali mostrano segni positivi ed il PIL americano appare magicamente in crescita dopo il meno 0.7% registrato nell'ultima pubblicazione.
Insomma la crisi finanziaria sembra sia stata già superata ed il mondo si avvia verso la ripresa, e tutti gli analisti "ufficiali" propendono per questa previsione.
Ma è possibile continuare a dare ascolto alle loro esternazioni quando non sono stati capaci di prevedere l'attuale crisi e fino al giorno prima hanno continuato a dire che tutto andava bene e non c'erano segni di frenata?
Forse anch'io verrò bollato come catastrofista, come altri colleghi, ma voglio dirti realmente come stanno le cose.
Proprio in questo momento, mentre sto scrivendo quest'articolo, gli Stati Uniti sono impegnati nell'ennesimo salvataggio di una grande banca, la California National Bank, il cui fallimento rappresenterebbe il quarto default finanziario più grande della storia degli Stati Uniti d'America. Gli fa eco Cit Group che ha richiesto al governo la procedura prevista dal Chapter 11, cioè la bancarotta pilotata per ripulire la società dai debiti che in questo modo vanno in collo al contribuente americano. Parliamo della quinta bancarotta dopo quelle di Lehman Brothers, Washington Mutual, Worldcom e General Motors.
Nonostante la crescita delle scorte, grazie alla liquidità immessa forzatamente nel sistema, le aziende continuano a licenziare e l'emorraggia di posti di lavoro è molto maggiore di quella pubblicata dagli organi ufficiali, poichè nei parametri utilizzati non si tiene conto di alcune categorie di lavoratori, ad esempio di chi ha perso il lavoro e non ne sta cercando un altro.