Grecia promossa nei rating, ma senza riscaldamento per l’inverno

Il governo di Atene ha fatto di tutto per riuscire a creare una nuova atmosfera di ottimismo intorno alla Grecia, ma le operazioni di finanziamento non toccano la popolazione, quella che da sola è realmente bisognosa di assistenza.

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La Bce torna ad accettare i bond greci come collaterali nelle sue operazioni di rifinanziamento, S&P promuove la penisola ellenica a rating B-, con la speranza di un “effetto boomerang” e del ritorno della fiducia sui mercati. Intanto in arrivo i 34 miliardi famosi della troika (16 solo per le banche e 7 per il deficit statale). Peccato che però l’evasione fiscale arrivi a 28 miliardi e le misure finora prese non sono servite a niente.

Infatti, il petrolio per il riscaldamento ha visto nel secondo trimestre del 2012, in Grecia un aumento del 48 per cento rispetto all'anno precedente, secondo l'International Energy Agency, cosa che inizialmente aveva portato i Grecia a tagliare legna per potersi riscaldare. Raggiunti, però, i limiti imposti dal servizio forestale sulla quantità di legname raccolta, adesso il legno è importato dalla Bulgaria. Anche perchè le vendite di legna, come leggiamo su Bloomberg, sono aumentate del 40 per cento rispetto allo scorso anno.

Da ciò si comprende come la Grecia sia alle prese con una gravissima crisi energetica. con una crisi che dura da oltre 6 anni e che ha portato il 25% della sua forza lavoro fuori dal mercato, Atene ha recentemente avuto la promozione da parte delle agenzie di rating, ma non è in grado di assicurare il riscaldamento nelle case della sua popolazione, divenuto troppo costoso.

Le misure di austerità del governo hanno tagliato gli stipendi e le tredicesime, aumentato la soglia per il pensionamento e hanno drasticamente ridimensionato i servizi. Il prezzo per il gasolio da riscaldamento domestico è costituito per il 42% da accise e imposte sul valore aggiunto. Perciò, per molti quest'inverno i riscaldamenti rimarranno spenti.