All'indomani della sua peggiore seduta dal selloff del febbraio scorso, Wall Street non riesce neanche quest'oggi ad interrompere la spirale ribassista in cui si avvitano da giorni tutte le Borse mondiali, messe in ginocchio da un mix negativo fatto di inasprimento delle tensioni Usa-Cina, timori di un'accelerazione della stretta monetaria della Fed, impennata dei tassi Treasury, incertezza politica italiana, e da ultimo dalla revisione al ribasso delle stime di crescita mondiale da parte del Fmi.



Wall Street non frena l'emorragia

In continuità con i nuovi cali generalizzati registrati dalle Borse europee, tutte in rosso con cali vicini ai 2 punti percentuali, i tre indici benchmark del mercato azionario USA viaggiano allineati in territorio negativo verso la conclusione di una giornata di scambi contrassegnata da una fortissima volatilità: alle 21 lo S&P 500, sceso nelle scorse ore sotto un livello tecnico chiave, la media mobile a 200 giorni, cede l'1,7% e porta così a oltre il 6% il calo delle ultime sei sessioni, la peggiore striscia negativa della Presidenza Trump.