I mercati finanziari sono di nuovo in balia di violenti scossoni e Wall Street è al centro di questa bufera. Dopo il rimbalzo susseguente ai crolli dei listini dello scorso mese siamo nuovamente vicini ai minimi dell’anno.

Al momento il 2015 si sta prospettando come un anno decisamente critico per gli indici a stelle e strisce, il Nasdaq sta scendendo del 4,1%, lo S&P500 dell’8,6% ed il Dow Jones attualmente vale il 10,2% in meno rispetto alla quotazione con la quale aveva terminato il 2014.

Certo, dopo tanti anni in cui i principali indici di Borsa americani non avevano fatto altro che salire, uno stop non deve essere visto con sorpresa, ma come sempre ciò che preoccupa non è tanto la situazione attuale, ma le prospettive future.

Dove si fermerà questo ribasso?

E’ ovvio che la speranza di tutti sia in un immediato rimbalzo, ma obiettivamente non è facile prevederlo, in particolare spaventa il continuo calo delle materie prime e dei prezzi petroliferi. Quindi viene spontaneo chiedersi:

Dov’è la “ripresa”?

Forse si è nascosta, ma talmente bene che nessuno riesce a vederla, i Paesi emergenti stanno boccheggiando, anzi alcuni sono già sott’acqua (vedi Brasile), la Cina sappiamo tutti che ha il freno a mano tirato, le ricette di Abe in Giappone non funzionano se non in maniera molto limitata, e per quanto riguarda l’Europa è meglio non parlarne, tutti guardano Draghi, come se potesse fare i miracoli e lui, allargando le braccia, è in grado di dire soltanto “se volete aumento il Quantitative easing”, quello lui può fare, ma abbiamo visto che gli effetti … non si sono visti.