Crollo delle banche? C’è chi dice no...

Tutti a qualsiasi livello stanno facendo il possibile per evitare che gli squilibri arrivino al punto di rottura, ma ciò non basta per una rapida uscita dalla crisi Di P.Annoni

Se avete letto su queste autorevolissime pagine di imminenti crolli banco-finanziari, non avete sentito, come al solito, nulla che non sia privo di motivazioni e argomenti forti. Anzi l’ipotesi di crollo più o meno esteso del sistema finanziario è non solo lecita ma sommamente degna di essere presentata, perché, dopo aver dominato le scene di quotidiani e televisioni, è stata ingiustamente espulsa dal dibattito ufficiale.Attualmente però racchiudere in uno scenario economico definito e sicuro i fatti e le indicazioni che emergono dal mondo produttivo e finanziario costituisce un compito improbo e se c’è una cosa certa è che nessuno, da Bernanke in giù, è in grado di prevedere quello che succederà nei prossimi mesi. Basterebbe questa ammissione di impotenza per evitare di cadere in facili entusiasmi al primo timido segnale di inversione o, come accade in certe giornate di borsa, per stracciarsi le vesti di fronte al primo calo in singola cifra dopo mesi di cali in doppia cifra.Quello che si può dire senza esser costretti a passare per ottimisti (che di solito sembrano sempre più stupidi e meno interessanti dei pessimisti) è che in questo momento ci sono due possibili scenari quasi ugualmente probabili e uno improbabile. L’ultimo è quello più in voga e si fonda su alcune evidenze apparentemente inconfutabili che sostanzialmente si riducono a due assunzioni di base: la prima è che l’economia ha già toccato il fondo e visto il peggio e che quindi avremo davanti miglioramenti e buone sorprese; la seconda è che il sistema bancario è stato puntellato e se mai dovesse mostrare ancora segni di squilibrio, un’azione coordinata statale vi porrebbe rimedio come già più volte accaduto. Secondo questa ipotesi sarebbe possibile uscire dalla crisi già alla fine del 2009, mentre il 2010 sicuramente sarebbe un anno di marcato recupero.