Dal primo luglio, molti lavoratori vedranno una busta paga più ricca grazie al taglio del cuneo fiscale introdotto dalla Legge di Bilancio 2020 e dal Decreto Legge 03/2020. Il bonus Renzi, invece, sparirà in maniera definitiva. Vediamo quali saranno i soggetti che beneficeranno dell’aumento e chi invece rimarrà escluso.

Cos’è il cuneo fiscale

Il cuneo fiscale è un indicatore percentuale che indica il rapporto tra tutte le imposte sul lavoro (dirette, indirette e contributi previdenziali) e il costo del lavoro complessivo. Questo indicatore può essere determinato sia per i lavoratori dipendenti sia per i lavoratori autonomi o liberi professionisti. Le imposte considerate nel calcolo del cuneo fiscale sono sia a carico del datore di lavoro o committente sia del lavoratore dipendente o autonomo o libero professionista.

La pressione fiscale apparente è invece determinata per uno Stato come incidenza della imposizione fiscale in rapporto al PIL e si differenzia dal cuneo fiscale che è riferito all'incidenza della imposizione fiscale sul costo del lavoro.

Insomma, un'alta incidenza del cuneo fiscale significa una maggiore differenza tra lo stipendio dei lavoratori e la somma pagata dai datori di lavoro. Per cui, se il cuneo fiscale è elevato i lavoratori prenderanno una busta paga più bassa e i datori di lavoro dovranno pagare più imposte per dare lavoro. Per questo una riduzione delle tasse sul lavoro è un elemento essenziale per far ripartire l’economia e stimolare il mercato del lavoro.

Chi beneficerà del taglio del cuneo fiscale

Da luglio il bonus renzi verrà sostituito da un bonus irpef che permetterà a determinate categorie di lavoratori di avere una busta paga più generosa. In particolare, la disposizione si applicherà ai lavoratori dipendenti appartenenti alle fasce di reddito più basse. Per lavoro dipendente si intende una prestazione di lavoro, con qualsiasi qualifica, alle dipendenze e sotto la direzione di altri, compreso il lavoro a domicilio quando è considerato lavoro dipendente secondo le norme della legislazione sul lavoro. 

Quali redditi non riceveranno l’aumento in busta paga

Innanzitutto, il provvedimento non ricomprende i redditi superiori a 40 000 euro. Il Decreto Legge 03/2020, poi, esclude espressamente dal beneficio alcuni dei redditi che sono normalmente assimilati ai redditi da lavoro dipendenti, ma che, in questo caso, non usufruiranno dell’aumento. In particolare, non godranno del taglio del cuneo fiscale in busta paga le pensioni e gli assegni equiparati, le somme ricevute al seguito di sentenza di condanna al pagamento di somme di denaro per crediti di lavoro.

Verranno, inoltre, esclusi i redditi percepiti dai lavoratori delle cooperative, le somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidiole indennità e i compensi percepiti a carico di terzi dai prestatori di lavoro dipendente per incarichi svolti in relazione a tale qualità, le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d'imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione agli uffici di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica, alla collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili, alla partecipazione a collegi e commissioni.

La misura, Infine, non si applicherà ai redditi percepiti in relazione a rapporti di collaborazione aventi per oggetto la prestazione di attività svolte senza vincolo di subordinazione a favore di un determinato soggetto nel quadro di un rapporto unitario e continuativo senza impiego di mezzi organizzati e con retribuzione periodica prestabilitale remunerazioni dei sacerdoti e forme di previdenza per l'erogazione di trattamenti pensionistici complementari del sistema obbligatorio pubblico.

L’importo del taglio al cuneo fiscale

Il taglio del cuneo fiscale, e il conseguente aumento dello stipendio, sarà di 100 euro netti mensili per i redditi fino a 28 000 euro. Per quanto riguarda, invece, i redditi da 28 001 fino a 40 000 euro il bonus non verrà accreditato direttamente in busta paga ma verrà riconosciuto sotto forma di detrazione fiscale. L’importo in questo caso sarà di 80 euro per i redditi da 28 001 fino a 35 000. Per i redditi da 35 001 fino alla somma limite di 40 000 la detrazione andrà progressivamente a diminuire da un massimo di 80 euro fino ad azzerarsi per importi pari a 40 000 euro.

La detrazione per i redditi da 28 001 fino a 40 000 euro varrà solo per tutto il 2020, mentre la misura sarà estesa al 2021 per i redditi fino a 28 000 euro

Come si calcola la detrazione in busta paga

Abbiamo visto come i redditi dai 35 001 ai 40 000 riceveranno il bonus con una detrazione progressivamente più bassa che si azzererà per i redditi più alti. Vediamo, ora, come calcolare questo bonus fiscale

Per i redditi compresi tra 28 001 e 35 000 il bonus è calcolato con la formula 480+120*(35 000-reddito lordo annuo)/7 000. Invece, per i redditi compresi tra 35 001 e 40 000 la formula sarà formula 480+120*(40 000-reddito lordo annuo)/5 000.

È importante specificare che il bonus è riconosciuto sulla base del numero dei giorni lavorativi e del reddito annuale. Per cui, se si percepiscono altri redditi (reddito da locazione, un secondo lavoro etc.) il beneficio potrebbe dover essere restituito in seguito al conguaglio calcolato sulla dichiarazione dei redditi.

Chi guadagnerà di più dal taglio del cuneo fiscale

Si è già detto che il nuovo taglio del cuneo fiscale andrà a sostituire il bonus renzi. I cosiddetti 80 euro si applicavano ai redditi fino a 24 600 per poi scendere progressivamente per i redditi tra 24 601 e 26 600 euro.

Per ciò, la fascia dei redditi più bassi (fino a 24 600) si vedrà aumentare la busta paga di 20 euro (ai 100 euro del nuovo bonus 2020 vanno sottratti gli 80 euro del bonus renzi). Per la fascia tra 24 601 e 26 600 euro, invece, i redditi più alti vedranno aumentare lo stipendio in maniera progressivamente più elevata rispetto a quelli più bassi in quanto il taglio del cuneo fiscale sarà di 100 euro netti per tutti, mentre il precedente bonus renzi andava a diminuire per gli stipendi più alti. 

I lavoratori che percepiscono uno stipendio tra i 26 601 e 28 000, non ricompresi in passato nel bonus renzi, riceveranno un aumento di 100 euro netti in busta paga. Per i redditi più alti, tra i 28 001 e i 40 000 euro, invece, l’aumento non sarà però riconosciuto direttamente in busta paga ma come detrazione fiscale e il beneficio diminuirà progressivamente per gli stipendi più elevati.

Secondo una stima, 16 milioni di lavoratori dipendenti dovrebbero essere ricompresi in questa nuova misura, inseriti nella fascia di reddito tra gli 8.175 euro ed i 40.000 euro. Per i soggetti con buste paghe sotto i 8.175 euro non viene applicato alcun taglio in quanto rientrano già all’interno della no tax area.

Alla fine, l’aumento di busta paga sarà comunque poca roba per la maggior parte dei lavoratori dipendenti dal momento che a questo nuovo beneficio dovranno essere sottratti gli 80 euro precedentemente ricevuti tramite il bonus renzi. La fascia che guadagnerà di più da questa nuova misura sarà quella dei redditi tra 26 601 euro e i 28000 euro che negli scorsi anni non hanno ricevuto lo sconto irpef e ora, invece, potranno ricevere di un taglio di 100 euro al pari di quelli che prima usufruivano del bonus renzi.