Nel mondo riplasmato dal verbo protezionista dell'Amministrazione di Donald Trump, una faida ultradecennale sugli aiuti di Stato dispensati da Stati Uniti ed UE ai due giganti dell'aerospazio mondiale - Boeing da un lato, e dall'altro l'europea, o meglio la franco-anglo-ispano-tedesca Airbus - potrebbe presto trasformarsi in una nuova ondata di dazi che colpiranno non soltanto fusoliere, eliche e motori a reazione, ma bevande e cibarie di ogni tipo, dalle ostriche al pecorino e al vino Marsala, che viaggiano tra le due sponde dell'Atlantico. 

Dalla contesa Airbus-Boeing ai dazi su cibo e bevande

In un comunicato diramato ieri sera dall'ufficio del Rappresentante del Commercio USA (USTR), Robert Lighthizer, Washington ha minacciato infatti di adottare balzelli aggiuntivi su una lunga lista di beni importati dall'Europa, presentandoli come ritorsione per i danni economici che Washington stima di aver subìto negli anni (circa 11 miliardi di dollari) dai sussidi distribuiti dall'Unione ad Airbus, e rispetto all'entità dei quali pende un arbitrato davanti alla World Trade Organization, l'organizzazione del commercio mondiale.

Dazi contro l'UE: il comunicato di Lighthizer

Nel documento, ultimo capitolo di una serie di accuse reciproche che i due colossi dei cieli e i loro protettori a Washington e Bruxelles si scambiano da 14 anni, si afferma che gli aiuti dell'Unione Europea ad Airbus hanno ripetutamente "causato effetti negativi per gli Stati Uniti". E dunque l'USTR ha adesso stabilito che "è tempo di agire" avviando un processo, sulla base del Trade Act del 1974 -  lo stesso appiglio legale usato nella guerra commerciale con la Cina - per identificare "prodotti dell'UE sui quali possano essere imposti dazi aggiuntivi finché l'UE non rimuoverà questi aiuti."