La fonte è molto autorevole: la Neue Zürcher Zeitung (Nzz). L’autore dello studio molto competente in materia: l’economista Bernd Raffelhüschen, professore di Scienze finanziarie presso l’Università di Friburgo, in Germania. La conclusione è molto sorprendente l’Italia è il Paese che ha il debito pubblico più sostenibile d’Europa.

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Possibile? Sì, se si considera oltre al debito esplicito anche quello implicito ovvero gli impegni già presi dallo Stato per i decenni a venire e legati in particolare all’invecchiamento della popolazione: dunque le pensioni in maturazione nei prossimi anni, la spesa sanitaria che dovrà essere sopportata da una popolazione più anziana; il tutto considerando il saldo primario dello Stato.

Lo studio risale al 2011 ed è passato praticamente inosservato (in Italia ne aveva parlato Rischio calcolato), la Nzz lo ha ripreso e lo ha integrato con un altro studio estendendo il panel anche alla Svizzera.

Il risultato non cambia: l’Italia resta il Paese numero uno all’Europa, molto più sostenibile della Germania perché negli anni , paradossalmente, passati ha fatto i “compiti a casa” e si propone come il Paese, in prospettiva, con il più basso incremento di spese per pensioni, sanità e assistenza per anziani; gli altri Stati, invece, si sono accontentati di monitorare il debito esplicito, lasciando la struttura di queste spese assumesse delle proporzioni tali da esplodere da qui a qualche anno: hanno guardato solo alla punta dell’iceberg, come scrive Gerhard Schwarz, oggi direttore del think tank svizzero Avenir Suisse. sulla Neue Zürcher Zeitung.