Giorni addietro vi avevamo segnalato le lievi contraddizioni di Beppe Grillo sullo spinoso tema dello stock di debito pubblico, che il nostro eroe schiamazzante oggi è ansioso di sottoporre a default prima che “le banche tedesche e francesi” (sempre loro) ci costringano a ricomprarlo e poi a fare default. Da qui la richiesta di bussare all’odiato ESM per avere i soldi degli aiuti, anche se qualcuno dovrebbe informare Grillo che i default, in tali erogazioni, non sono necessariamente contemplati, semmai il contrario. Ma passi. Ieri il Nostro ha allargato l’orizzonte, con un post talmente infarcito di inesattezze logico-fattuali da farci sospettare l’effettiva esistenza delle scie chimiche. Proviamo a segnalare questi sfondoni, uno ad uno. Non sarà facile, e sicuramente avrete di meglio da fare. A vostro rischio, quindi.

Grillo commenta, in base alla sua nota ed indiscussa capacità elaborativa e di congiunzione dei puntini, alcune “notizie” che ha reperito. Sono queste:

Prima notizia – I tassi stanno salendo, perché la Fed ha smesso di “stampare” moneta. Secondo Grillo,

«L’economia americana è ripartita a tal punto da non richiedere più il sostegno della Fed che ora è preoccupata di frenare l’inflazione»

Non esattamente. Tutto il dibattito in corso verte proprio sulla effettiva consistenza della ripresa americana, di cui molti osservatori dubitano. E la Fed non è esattamente preoccupata di “frenare l’inflazione”, visto che si sta verificando l’opposto, cioè una preoccupante disinflazione, non solo americana. La Fed, al limite, può essere preoccupata di evitare che politiche monetarie non convenzionali causino nuove bolle, ma questo Grillo non lo dice. Ma sono dettagli.