Fine dei giochi. Resa dei conti. Sono queste le espressioni che circolano nelle ultime ore per definire la situazione del colosso bancario tedesco, minacciato dalla multa da 14 miliardi inflitta dalla giustizia USA e alle prese con la non risolta questione dei derivati e il crollo del titolo sul mercato. E sempre più frequenti sono stati i richiami all'innesco della crisi finanziaria del 2008 e alle vicende della banca che la scatenò.

Andrà come nel 2008?

Il Telegraph arriva a porre espressamente la questione, quasi in forma retorica, chiedendosi se Deutsche Bank si avvia ad essere la prossima Lehman Brothers. Il quotidiano richiama le dichiarazioni del 2008 dell’allora direttore finanziario di Lehman Eric Callan, che assicurava con certezza che la banca avesse “la capacità di controllo, l’esperienza, la forza in termini di capitale e certamente la liquidità per superare l’attuale fase”. Che fanno il paio con le ultime dichiarazioni venute dai vertici di Deutsche Bank, che escludono le ipotesi di intervento statale trapelate dalla stampa nei giorni scorsi. Die Zeit si era spinto fino a sostenere che il piano di salvataggio fosse già in preparazione.

Per gli analisti si avvicina l'ipotesi del bail out

Anche i vertici di Berlino hanno prontamente smentito l'ipotesi dell'intervento. Ma l’idea che Deutsche Bank possa farcela con le sue gambe trova sempre più scetticismo tra i commentatori, e il recupero delle ultime ore del titolo è probabilmente un segnale che i mercati cominciano a pensare che quella del bail out potrebbe divenire una strada percorribile. Nelle prossime ore, gli investitori cercheranno di cogliere ulteriori segnali sulla disponibilità del Cancelliere tedesco ad avviare un piano di sostegno per la banca.