Deutsche Bank si è detta bullish sulla ripresa dell'economia il prossimo anno ma ha anche posto l'attenzione su due fattori di rischio che potrebbero mettere in discussione l'uscita dalla crisi innescata dalla pandemia di coronavirus. Nel dossier Hope on the Horizon, gli economisti dell'istituto tedesco hanno migliorato l'outlook, grazie alle notizie estremamente positive delle ultime settimane. "Tassi di efficacia al di sopra delle aspettative aprono la possibilità di un ritorno alla normalità molto più rapido di quanto previsto solo un mese fa", ha notato il chief economist David Folkerts-Landau, citato dalla Cnbc, riferendosi ovviamente agli annunci di Pfizer e Moderna. Meglio lasciare da parte AstraZeneca, visto che lo studio è stato completato prima dell'ammissione degli errori nel protocollo da parte della big pharma anglo-svedese. Le stime di Deutsche Bank, a questo punto, sono per una crescita del 4% per il Pil Usa nel 2021 e di 5,6% e 9,5% rispettivamente per Europa e Cina.

Cruciale come sarà accettato il vaccino dalla popolazione

Ottimismo che, ovviamente, non può nascondere i rischi che ancora ci sono all'orizzonte. Il primo, per Deutsche Bank, è proprio legato al vaccino contro al Covid-19 o, meglio, a come verrà utilizzato e quanto verrà accettato dalla popolazione. Deutsche Bank prevede che la vaccinazione diffusa inizierà entro il primo trimestre 2021 nelle economie avanzate, per poi allargarsi nel secondo. La principale "incognita è se la popolazione accetterà di essere vaccinata e se il vaccino potrà essere reso obbligatorio", si legge ancora nel dossier. World Health Organization (Who, in italiano Oms) aveva già avvertito nel 2019 che l'esitazione nei confronti dei vaccini è una delle dieci principali minacce alla salute globale.

Secondo rischio nel passaggio dall'allentamento alla stretta

Il secondo rischio deriva da una possibile perturbazione finanziaria visto che istituti centrali e governi hanno messo in campo interventi "aggressivi, soprattutto in Usa ed Europa" per contrastare la crisi economica causata dalla pandemia. "Vediamo un aumento del rischio di disruption finanziarie derivanti dalla crescente sopravvalutazione delle attività e dai crescenti livelli del debito spinti dagli estremi necessari su cui si sono spostati gli stimoli di politica monetaria e fiscale", ha spiegato Deutsche. "Le crisi finanziarie sono state spesso provocate in passato in tali condizioni dall'inevitabile passaggio da una politica di allentamento a una stretta. Probabilmente ancora lontana almeno diversi anni ma che potrebbe arrivare prima del previsto".

(Raffaele Rovati)