► Il primo colpo della mattinata arriva direttamente dalla Cina dove le esportazioni sono crollate a settembre del 10%, un dato che fa riaffiorare i timori su quella crescita a livello globale ancora latitante. Timori che si amplificano di fronte alle possibilità di un rialzo del costo del dollaro da parte della Fed.

► I protagonisti a Piazza Affari devono tutti fare i conti con questo senso di diffusa cautela. Primo fra tutti Terna: indiscrezioni di stampa riferiscono di uno slittamento della deadline per le offerte vincolanti relative al 24% per la greca Admie, operatore nella trasmissione dell'energia elettrica.

► Restando in ambito energetico impossibile non ricordare come gli entusiasmi sul petrolio stiano ormai venendo meno sia perché al produzione dei paesi Opec è ormai oltre il limite massimo fissato dall'intesa di massima annunciata nell'ultimo meeting di Algeri ma anche perché, come evidenziato nel flash consultabile cliccando qui  le scorte di petrolio Usa, dopo sei settimane di cali hanno visto un aumento.

► Quanto detto precedentemente spiega in parte l'andamento non esaltante degli energetici in una Piazza affari che parte pesante già dalle prime battute  con Eni che, nonostante tutto può vantare i report positivi degli analisti qui elencati