Avevamo raccomandato cautela nel commento alla giornata di Borsa pubblicato ieri, ed oggi abbiamo assistito ad una storno, non drammatico, ma certamente preoccupante.

La situazione geopolitica si sta notevolmente ingarbugliando, i vari tweet del Presidente Trump non aiutano poi a fare chiarezza, di sicuro i turchi hanno cominciato a bombardare il nord della Siria.

Powell, con la sua Federal Reserve, poi, sta immettendo una quantità tale di liquidità da far ritenere possibile addirittura una recessione all'orizzonte che fino a poco tempo fa sarebbe sembrata assolutamente impensabile.

Poi ci sono i dazi e poi … e poi non dimentichiamoci un appuntamento importante, il 31 … la Brexit.

Ed allora sul mercato oggi c’era una gran voglia … di vendere.

E le vendite hanno riguardato un po’ tutti i settori, anche se dobbiamo sottolineare in particolare il ribasso subito dal comparto industriale.

Le performance di Londra (-0,8%), Francoforte (-1,1%) e Parigi (-1,2%) dicono tutto.

Ed anche la nostra Piazza Affari non ha fatto eccezione, il Ftse Mib (-1,14%) aveva iniziato la giornata sulla parità, ma le vendite non si sono fatte attendere e praticamente la seduta è stata vissuta interamente al di sotto della linea della parità. 

Soltanto quattro titoli si sono salvati dalle vendite e precisamente: Banco BPM (+0,56%), Ubi Banca (+0,51%), Telecom Italia (+0,42%) e Juventus (+0,23%).

Dopo tre rialzi di fila sono tornate le prese di profitto su Diasorin (-5,75%). Giornata da dimenticare anche per Finecobank (-4,65%) che pare così aver rinunciato alle velleità di tornare oltre quota 10 euro.