Insulti e minacce. Poi, miracolosamente, una domanda dal pubblico ("Cosa apprezza del suo avversario?"), cui entrambi i candidati rispondono con un certo fair play, arriva nel finale a sciogliere la tensione di una serata condizionata dalle polemiche sulle frasi sessiste del repubblicano, che hanno inevitabilmente contribuito a rendere ancor più avvelenato rispetto al primo il secondo dibattito presidenziale.

Clinton ancora in testa

Anche questa volta gli instant poll danno vincitrice la candidata democratica. Per la Cnn, Clinton si aggiudica un 57% del favore degli intervistati contro il 34% del suo avversario. A Trump, non è comunque andata tutto sommato malissimo. Chi si aspettava di vederlo al tappeto o addirittura in procinto di ritirarsi ha dovuto ancora fare i conti con la tenacia dell'uomo. Qualcuno ha ricordato che il funerale della sua campagna elettorale è stato già celebrato diverse volte: in occasione delle frasi infelici sugli immigrati messicani “violentatori”. O quando ha sferrato un attacco personale contro i genitori musulmani di un sodato americano morto in Iraq.

E anche questa volta Trump ha dimostrato di saper bene incassare i colpi. Riuscendo anche in certi momenti, superata una prima fase prevedibilmente in difesa, a mettere una certa pressione sulla rivale.  

La polemica sulle registrazioni rubate

D'altra parte, il candidato repubblicano sapeva che sarebbe stato un inizio in salita. A poco meno di un mese dal voto, Trump è all’angolo, costretto a fronteggiare la più grave crisi dei suoi sedici mesi di campagna elettorale, dopo la tempesta scatenata dalla registrazione di vecchi commenti sulle donne rese pubbliche venerdì scorso. E il secondo dibattito presidenziale non poteva che cominciare dall'argomento del giorno: con le frasi del 2005 in cui Trump si vanta che una star come lui può "fare tutto" alle donne.