Video natalizio, un mesto Natale, certamente il peggior Natale di sempre. E non c’è di alcun conforto sapere che anche in altre parti del mondo stanno vivendo la nostra stessa situazione.

In questo momento quindi occorre riflettere e porsi la fatidica domanda: perché? Perché tutto questo? E’ chiaro che un motivo deve esserci.

Probabilmente perché il mondo è stato investito da una rivoluzione, la rivoluzione informatica. Questa rivoluzione, che naturalmente porta con sé cose positive, ha, come tutte le rivoluzioni, delle scorie, potremmo dire delle controindicazioni che non si riescono a controllare.

E fra le scorie la rivoluzione informatica ha portato alla nascita del globalismo, o la globalizzazione, un fattore non di per sé negativo, ma che andrebbe gestito, il problema è che non si sa chi lo possa gestire, e quando si crea un vuoto di potere, si innesca una disputa fra tutti coloro che ambiscono a riempire quel vuoto ed accaparrarsi posizioni di potere.

Chiediamoci anche: cos’è il globalismo, o come si usa dire, la globalizzazione.

Il dizionario la definisce come La diffusione su scala mondiale, grazie ai nuovi mezzi di comunicazione, di tendenze, idee e problematiche. Certo è una definizione molto stringata, che non mette in evidenza le vere problematiche che genera a livello economico.

La concorrenza, come tutti sappiamo, abbassa i prezzi, a maggior ragione se fatta a livello planetario, ma porta con sé diverse controindicazioni, una di queste è che peggiora le condizioni lavorative, di fatto, quindi, la qualità della vita, innescando una spirale della quale non si conosce il fondo.

L’altro aspetto, assolutamente negativo, che viene così prodotto è la sempre maggiore concentrazione della ricchezza in poche mani. Questo fenomeno è evidente e confermato da statistiche che riguardano un po’ tutti i Paesi del mondo.

Un fenomeno poi estremamente ingannevole, perché sembrerebbe a prima vista facile da contrastare, mentre non è così. 

Una soluzione semplice, a prima vista, ci sarebbe, parrebbe infatti sufficiente alzare le aliquote fiscali sulle imposte dirette, per portare una maggiore redistribuzione della ricchezza prodotta.

Ma più che semplice questa soluzione risulta semplicistica.

La globalizzazione ha infatti ingigantito le cosiddette multinazionali, aziende che erano già grandi sono così diventate enormi conglomerati, alcune di loro hanno poi raggiunti dimensioni tali al punto di avere una capitalizzazione superiore al Pil della maggior parte dei Paesi del mondo.

Sono così in grado di condizionare se non addirittura di determinare le scelte politiche dei vari Governi … insomma non so se mi sono spiegato, quando si scende dalla teoria alla pratica, ciò che sembra semplice … ci si rende subito conto che semplice non è.

Ed a questo punto, ritengo, siamo giunti al nocciolo della questione, perché a questa concentrazione di ricchezza in poche mani si è andata ad aggiungere una debolezza non solo della politica, ma proprio una debolezza economica degli Stati nazionali.

Stati nazionali sovra indebitati e quindi molto deboli contro mega aziende sovra dimensionate quindi molto forti, da ciò poteva nascere uno scontro nel quale a soccombere sono gli Stati, ossia le varie popolazioni. E così è stato.

 

Insomma siamo in presenza di una crisi “seria”, che tuttavia, come tutte le crisi andrà superata, l’aspetto che però ritengo perlomeno poco rassicurante, solo per usare un eufemismo, è che non solo non abbiamo ancora toccato il fondo, ma, scenderemo senza dubbio ancora molto più in basso.

Questo è ciò che reputo sia più preoccupante.

Lo so che fare un discorso così, non so come definirlo sfiduciato, pessimista, proprio a Natale, il giorno che dovrebbe simboleggiare la fine della brutta stagione o meglio l’inizio del periodo dell’anno nel quale le giornate si allungano (lo so che ad allungarsi sono le ore di sole, mentre le giornate durano sempre 24 ore, ma è un modo di dire), comunque fare un discorso simile a Natale non pare proprio indicato.

E’ infatti vero che a Natale dovremmo esser tutti non solo più buoni, ma anche più fiduciosi nel futuro, mentre io vi sto mandando un messaggio di tutt’altro tenore, ma io devo essere sempre sincero con voi, e veramente davanti a noi non riesco a vedere un prospero futuro.  

Temo che le conseguenze di questi continui e persistenti lock down siano ben peggiori rispetto alle attese di tutti noi, certo tutti noi non vediamo l’ora di tornare a vivere normalmente ma quando potremo farlo? 

Forse fra un anno, forse ancor più, ma soprattutto le scorie saranno dure da smaltire.

Non illudiamoci che via il Covid si aprirà una stagione florida dal punto di vista economico, il Covid non è e non sarà una medicina, amara fin che vuoi, ma una medicina, purtroppo non ci guarirà dai mali endemici del periodo storico che stiamo vivendo e che ho cercato di esporre in questo video.

Tuttavia, e qui invece torno ad essere ottimista, per quanto lunga e duratura, la buia notte lascerà il posto all’aurora prima ed all’alba poi, l’alba di un nuovo giorno.

Per questo non posso esimermi dal fare a tutti voi un sentito augurio di Buon Natale  e Buone Feste di fine anno.

Io, visto il momento particolare, in questi giorni di festa continuerò a fare i miei video anche perché sono molti i temi da trattare quindi facciamo di necessità virtù e approfittiamo di queste giornate per riflettere, per ragionare e per dibattere visto che solo in questo modo possiamo aumentare la nostra consapevolezza.

L’unica cosa che non possiamo permetterci è di cedere alla tentazione di rinunciare a combattere per avere un futuro migliore, lo dobbiamo a noi e soprattutto ai nostri figli.

Quindi, nonostante tutto, ancora un buon Natale a tutti voi.