Walt Disney scommette sullo streaming e Wall Street apprezza

Nel 2024 il colosso dell'entertainment vuole arrivare a 350 milioni di abbonati per Disney+, Hulu e Espn+. Investirà 16 miliardi l'anno in contenuti.

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Colpita duramente dall'epidemia di coronavirus, che ha causato il primo rosso d'esercizio addirittura dal 1980, The Walt Disney Company punta tutto sullo streaming video, unica voce di bilancio in grado di regalare davvero un sorriso al colosso dell'entertainment nel passato anno fiscale (chiuso lo scorso 3 ottobre). Nell'Investor Day 2020 di giovedì, il gruppo di Burbank ha anticipato ambiziosi piani per i suoi servizi di streaming che comprendono la piattaforma Disney+ (lanciata nel novembre 2019), ma anche Hulu (ricevuta in eredità dal takeover degli asset di 21st Century Fox per oltre 50 miliardi di dollari) e lo sport di Espn+. L'obiettivo è arrivare entro il 2024 a 350 milioni di abbonati nel mondo. L'offerta, per altro, dovrebbe allargarsi. Per il giugno 2021 è previsto infatti il lancio di Star+ in America Latina ma la piattaforma generalista (che comprenderà anche lo sport) dovrebbe successivamente sbarcare anche su altri mercati.

Catalogo senza pari, dai supereroi Marvel a Star Wars

La reazione del mercato al piano di Disney è stata più che positiva, con il titolo che ha sfiorato un rally del 9% al Nyse prima della riapertura di Wall Street. D'altronde i presupposti ci sono tutti. Il successo di Disney+ è evidente. Alla fine del quarto trimestre la piattaforma (che può permettersi un catalogo che spazia dai classici d'animazione, ai supereroi della Marvel, alla saga di Star Wars) contava 73,7 milioni di abbonati nel mondo, rimbalzati dai 57,5 milioni del periodo precedente. Per capire la portata del risultato basta considerare che nello stesso trimestre Netflix aveva conquistato 2,2 milioni di nuovi utenti. Certo il leader dello streaming viaggia intorno ai 200 milioni di abbonamenti ma la rincorsa di Disney è partita con il piede giusto.

E i contenuti? Obiettivo 16 miliardi di investimenti l'anno

Tanti canali per Disney ma i contenuti? Il problema principale, è banale, non è creare piattaforme che funzionino (anche se l'aspetto tecnologico non è certamente secondario), ma quello di avere materiale sufficiente da mettere online per soddisfare gli appetiti bulimici degli utenti dello streaming video (paradiso per il binge watching). E su questo fronte il gruppo californiano non ha certo problemi di know-how né di strutture, grazie ai suoi studios hollywodiani,. Quel conta, però, sono i soldi. E allora Disney anticipa di volere arrivare a investimenti nell'ordine dei 16 miliardi di dollari l'anno entro il 2024 esclusivamente in contenuti. Netflix (come Apple, Amazon.com e tutti quelli che vogliono una fetta di questa torta, compresa la new entry Discovery) è avvertita.

(Raffaele Rovati)