Quasi il doppio del previsto. Le richieste di nuovi sussidi per la disoccupazione aumentano. Il dollaro torna a mostrare i muscoli. Wall Street parte in profondo rosso e i mercati europei invertono la rotta girando negativi. Le previsioni degli analisti avevano effettivamente stimato un peggioramento del lavoro negli Stati Uniti, ma decisamente inferiore a quello registrato nella settimana terminata il 21 marzo scorso: avrebbero dovuto essere 3,5 milioni le richieste dei nuovi sussidi per la disoccupazione, circa 200 milioni in più rispetto ai 3,3 milioni rilevati in precedenza. E invece sono 6,6 milioni, nuovo record storico, in particolare da parte dei lavoratori nel settore degli alloggi e dell'alimentare. Ma non è finita.

Disoccupazione Usa, nuovi record negativi

Anche la media delle richieste di sussidio di quattro settimane, che elimina la volatilità da una settimana all'altra, è balzata al massimo storico: 2,612 milioni di persone. Il dato precedente si era attestato a 1,004 milioni mentre le richieste continue di sussidi per la disoccupazione hanno toccato i 3,029 milioni: in questo caso si tratta del massimo da luglio 2013. 

Dollaro di nuovo sopra quota 100

La reazione del mercato non si è fatta attendere. Il dollaro schizza oltre lo 0,6% nei 60 minuti successivi alle 14.30, ora italiana in cui sono stati pubblicati i dati sull'occupazione americana, superando i 100 punti nel Dollar Index dopo aver indugiato in area 99,5 per tutta la mattina con l'euro dollaro ai minimi delle ultime sei sedute a 1,0852. Pesante Wall Street, con perdite superiore al 4% e anche i mercati europei, positivi in apertura, con il Dax di Francoforte che subisce un forte impulso ribassista dell'1,46% in scia all'apertura in rosso delle borse Usa.

Paura, dollaro e beni rifugio

Come previsto, i pessimi dati sulla disoccupaziona americana, per quanto prevedibili a fronte del pacchetto di oltre 2mila miliardi di dollari approvato dalla Casa Bianca per far fronte all'emergenza coronavirus, (coprirà i pagamenti per i disoccupati fino a 600 dollari a settimana per i prossimi quattro mesi) ha portato un brusco apprezzamento della valuta americana. Con la paura di nuovo padrona dei mercati, gli investitori si affidano soprattutto al dollaro e anche l'oro si è riportato sopra quota 1.610 dopo i minimi della vigilia a 1.567 dollari l'oncia.