Distanziamento sociale e tecnologia. Guardare e non toccare. Se si parla di shopping, l’unica via, ormai da tempo, è l’e-commerce. Ma l’emergenza sanitaria, com’è noto, sta cambiando le nostre abitudini. Oggi conta più che mai mantenere il distanziamento sociale se si vuole ripartire in qualche modo con le attività e avvicinarsi a una normalità che comunque rimane ancora lontana.

E allora ecco come guardare e non toccare diventa anche possibile attraverso la tecnologia e diventa possibile anche laddove gli italiani, in questo periodo, tendenzialmente evitano di andare. E cioè: i negozi che vendono al dettaglio.

Distanziamento, la tecnologia salverà lo shopping e i piccoli commercianti. Ecco come

E così la tecnologia non diventa più uno strumento che allontana fisicamente le persone, con danni consistenti anche all’economia e alle piccole e medie imprese, della serie: “Ordino su Amazon e intanto la libreria sotto casa fallisce”, ma permette loro di riavvicinarsi pur mantenendo il gusto distanziamento e magari di dare un contributo a che i piccoli negozi rimangano in piedi, permettendo magar anche al quartiere di restare in vita. Il piacere di tornare a fare spese nei punti vendita, senza correre rischi per la propria salute. 

Distanziamento, in negozio soluzioni senza contatto 

Le soluzioni iniziano a intravedersi, come spiega M-Cube, attivo nei servizi di In-Store Digital Engagement. Ciò che viene proposto è una linea di strumenti in grado di cambiare radicalmente i consumi e lo shopping attraverso l’interazione tra le persone con la garanzia che tutto avvenga in totale sicurezza, senza rischi, con il rispetto delle disposizioni imposte dal distanziamento sociale.

In inglese, l’espressione corretta è Customer Experience Touchless, mentre la gamma di strumenti  è detta anche touchless solutions, in italiano, letteralmente: “soluzioni senza contatto”. 

Cambiare lo shopping con il distanziamento e la tecnologia

Il processo rischia di essere molto lungo. L’abitudine dei consumatori va riadattata in qualche modo e la fiducia nei confronti dei consumi e dello shopping va riconquistata insieme: venditori e acquirenti.

Il settore retail, in questo senso, si è interrogato su come rispondere nel miglior modo ed efficace alle sfide poste dai nuovi contesti di socialità, continuando ad alimentare flussi di clienti in negozio e mantenendo elevati standard di sicurezza, sempre in linea con le norme vigenti.

Ecco come salvare i punti vendita e garantire il distanziamento senza ricorrere all'e-commerce

Ecco allora alcune delle soluzioni che potrebbero presto entrare nei punti vendita, aumentando la digitalizzazione senza togliere i vantaggi della visita in loco del negozio. 

  • App to screen: si tratta di una soluzione particolarmente richiesta in ambito fashion e consente ai venditori, o sales assistant, di lanciare contenuti multimediali su monitor installati all’interno del punto vendita. In questo modo viene assicurato il distanziamento interpersonale e, al contempo, il cliente può essere informato sulla disponibilità dei prodotti in altre colorazioni, taglie e modelli, evitando il contatto fisico con superfici o oggetti e prodotti in negozio. Insomma, si dà la possibilità di consultare uno scaffale digitale, con infinite alternative di consultazioni per lo shopping.

  • Smart fitting room: si tratta dell’installazione di tablet all’interno dei camerini consente di creare sistemi di comunicazione da remoto con i sales assistant e permette al cliente in negozio di avere un quadro dell’offerta più chiaro, riducendo le interazioni con altri clienti e permettendo il distanziamento con il personale di vendita. Il dispositivo mobile del cliente diventa così il nuovo protagonista della shopping experience e, qualsiasi sia il settore di riferimento, anche lo strumento essenziale per mettere in moto le principali fasi di consultazione, verifica disponibilità, prenotazione, ordine e check-out.

  • QR Code: con esso diventa possibile invitare il cliente a scaricare informazioni utili sul proprio device. In questo modo si evita vengano toccati oggetti e superfici all’interno del punto vendita e si riduce al limite il contatto con mano.

  • Loyalty program: sempre tramite QR code o applicativi legacy è possibile costruire sistemi di rewarding grazie ai quali invogliare il cliente al consumo di prodotti tramite dispositivi o applicativi digitali.

  • Pagamenti cashless tramite app, grazie alle quali si può evitare il contatto con pinpad, carte di credito e altri oggetti di cassa funzionali al check-out.

"Agevolare il distanziamento senza rinunciare allo shopping in negozio"

Queste le parole di Leonardo Comelli, Direttore Commerciale di M-Cube: 

“Grazie all’utilizzo di tecnologie mirate l'esperienza del cliente, o customer experience, si accentra sempre più sul consumatore stesso e i suoi device, le sue piattaforme, che diventano i principali protagonisti dello shopping, in linea con le attuali disposizioni di sicurezza. Questi sistemi facilitano il distanziamento e invogliano i consumatori a non rinunciare all’acquisto in negozio. Crediamo che il modo giusto per permettere al settore di ripartire passi anche da una maggiore digitalizzazione del punto vendita”.