In linea con quanto accade per le altre Borse europee, anche a Piazza Affari il semaforo scatta nuovamente sul rosso, con il Ftse Mib che lascia sul parterre oltre l'1,5% del suo valore.

Bancari sotto pressione a Piazza Affari: male anche il risparmio gestito

Ad appesantire listino contribuisce la negativa intonazione dei titoli finanziari e in particolare dei bancari.

Tra questi ad avere la peggio sono Ubi Banca e Intesa Sanpaolo con un affondo di oltre il 4% entrambi, tallonati da Mediobanca che accusa un ribasso del 3,9%, mentre Unicredit e Banco BPM scendono rispettivamente del 2,96% e del 2,16%, seguiti da Bper Banca che viaggia in calo dell'1,5%.

Tra i peggiori del Ftse Mib troviamo Banca Mediolanum e Azimut, che flettono del 4,55% e del 4,39%, mentre Banca Generali arretra del 2,72%, diversamente da FinecoBank che limita i danni ad un calo dello 0,3%.

Banche: la BCE raccomanda di non pagare dividendi per tutto il 2020

A scatenare le vendite sul settore bancario e più in generale finanziario, sono le cattive notizie arrivate dall'Europa e in particolare dal CERS, il Consiglio generale del Comitato Europeo per il rischio sistemico.

L'organo di supervisione dell'Eurotower ha deciso di integrare le precedenti iniziative intraprese da BCE, EBA ed EIOPA (l'autorizzata di vigilanza delle assicurazioni e delle pensioni aziendali) emettendo una nuova raccomandazione sulla restrizione al pagamento dei dividendi fino al primo gennaio 2021.

Da ricordare che già la BCE a marzo aveva chiesto di sospendere lo stacco dei dividendi e i piani di buyback fino ad ottobre prossimo.

Dividendi: a chi si applica lo stop e chi invece si salva

La raccomandazione del CERS si applica a banche, imprese di investimento e assicurazioni e raccomanda la sospensione dei dividendi, riacquisto di azioni proprie e pagamento delle remunerazioni variabile.

Non è incluso invece il pagamento delle cedole degli AT1, che non sono quindi a rischio dal punto di vista regolamentare.

Dividendi banche: la view di Equita. Occhio a Generali e Unipol

Gli analisti di Equita SIM evidenziano che la decisione del CERS conferma la loro view già espressa a fine marzo, quando la BCE aveva sospeso il pagamento dei dividendi, che verranno quindi destinati a riserva.

In quell'occasione la SIM milanese aveva chiaramente espresso la sua idea, spiegando che a sua avviso non si si trattava di una sospensione delle cedole, ma di una cancellazione tout court che avrebbe quasi impossibile pagare nel 2020.

Per gli analisti di Equita SIM, la raccomandazione giunta dal Consiglio generale del Comitato Europeo per il rischio sistemico, di fatto aumenta i rischi sul pagamento della seconda tranche di dividendo da parte di Generali e su quello di Unipol, che hanno già pagato l'acconto sulla cedola 2020.

Dividendi: Banca Generali, Banca Mediolanum e FinecoBank salve?

Non mancano però alcuni titoli che potrebbero riuscire a pagare ugualmente il dividendo a valere sui conto dell'esercizio 2019.

Banca IMI ad esempio è fiduciosa che in vista di potenziali ulteriori ritardi, alcuni protagonisti del risparmio gestito potrebbero ricevere alla fine il via libera a pagare le cedola.

Gli analisti parlano in particolare di Banca Generali, di Banca Mediolanum e FinecoBank, tre società che, come evidenziato da Banca IMI, a fine marzo vantavano una più che buona posizione patrimoniale, con il Common Equity Tier 1 al 14,1% per Banca Generali, al 18,8% per Banca Mediolanum e al 19,3% per FinecoBank.

Gli analisti fanno notare inoltre che i tre gruppo hanno un modello di business completamente diverso rispetto ai classici istituti di credito commerciali, con un'esposizione molto limitata al rischio di credito.