In queste ultime giornate a Piazza Affari è tornato in maniera prepotente in primo piano il tema caldo dei dividendi.
A circa 20 giorni dalla prima tornata dello stacco cedola per i titoli del Ftse Mib, cattive notizie sono arrivate dalle banche che hanno annunciato la sospensione del dividendo già approvato dall'assemblea, rimandando future decisioni ad un periodo successivo all'1 ottobre.

Banca d'Italia: stop dividendo anche a banche meno significative

Banca d’Italia, accogliendo l’invito della BCE, ha esteso alle banche meno significative sottoposte alla sua supervisione diretta la raccomandazione indirizzata dall'Eurotower agli istituti più significative.

In particolare Banca d’Italia ha espresso due raccomandazioni a tutte le banche e gruppi bancari rientranti sotto la sua supervisione almeno fino al 1° ottobre 2020.

Una è che le banche non paghino dividendi, ivi inclusa la distribuzione di riserve, e non assumano alcun impegno irrevocabile per il pagamento di dividendi per gli esercizi finanziari 2019 e 2020.

In secondo luogo si raccomanda l'astensione dai riacquisti di azioni miranti a remunerare gli azionisti.

Le banche che non ritengano di conformarsi alla presente raccomandazione sono tenute a spiegare le loro motivazioni, evidenziando che Banca d’Italia chiede un approccio prudente anche nelle politiche di remunerazione variabile.

Banca Mediolanum e Banca Generali sospendono dividendo

Per gli analisti di Equita SIM, la raccomandazione di Palazzo Koch sui dividendi è molto forte, quindi le società del risparmio gestito con licenza bancaria hanno deciso di posticipare il pagamento almeno fino al 1 ottobre ed è il caso di Banca Generali e di Banca Mediolanum che avevano annunciato una cedola rispettivamente di 1,85 e di 0,55 euro per azione.

FinecoBank: cosa aspettarsi per la cedola?

Altri gruppi potrebbero muoversi nella stessa direzione, malgrado la forte solidità finanziaria, la limitata esposizione al rischio di credito, e un modello di business diverso dalle banche tradizionali.

Si guarda ora a FinecoBank che ha già annunciato un dividendo di 0,32 euro e dovrà decidere ora se pagarlo secondo il calendario previsto o se sospenderlo fino ad ottobre.

Nel caso di FinecoBank gli analisti di Equita SIM ritengono che sia confermato il pagamento della cedola degli AT1: uno da 300 milioni emesso a luglio 2019 con cedola al 5,875% e uno da 200 milioni emesso a gennaio 2018 e cedola al 4,82%.

Azimut: il verdetto il 23 aprile. Anima conferma la cedola

Per Azimut bisognerà attendere il 23 aprile, quando si terrà l'assemblea per esaminare la distribuzione di un dividendo totale ordinario di un euro per azione.

Ieri invece è stata Anima Holding a riunire l'assemblea e ad approvare il dividendo di 0,205 euro, con uno yield dell'8,2%.

La società ha inoltre rinnovato l'autorizzazione al buy-back fino ad un massimo del 10% del capitale per un periodo massimo di 18 mesi e ha approvato l'annullamento del 3% di azioni proprie.

Gli esperti di Equita SIM fanno sapere che la decisione presa da alcuni gruppi del risparmio gestito di posticipare i dividendi non era attesa.

La SIM però ritiene che il vero driver per i titoli sia l’effetto mercato sulle masse.

Risparmio gestito: Equita resta cauta. Buy solo per Anima Holding

In generale gli analisti confermano una visione neutrale sui titoli del comparto, alla luce di una view cauta sui mercati.
Per Azimut la raccomandazione di Equita SIM è hold, con un prezzo obiettivo abbassato da 19,2 a 16,3 euro e lo stesso rating è indicato per FinecoBank, con una valutazione obiettivo a 10,4 euro.

Anche per Banca Generali e Banca Mediolanum il consiglio è di mantenere in portafoglio, mentre l'unico giudizio positivo è espresso per Anima Holding, con un rating buy e un target price a 4,7 euro.