Piazza Affari, al pari delle altre Borse europee, continua a rimanere stretta nella morsa dei venditori che non accennano minimamente ad allentare la presa.

Wall Street in mercato orso. Ftse Mib a picco -7,4%

Con l'affondo di ieri Wall Street è entrata in un mercato orso e a breve si prepara ad accogliere un'altra ondata di vendite, come anticipato dall'andamento dei futures sui principali indici Usa che mostrano al momento un crollo di circa il 5%.

Ancora più ampia la variazione percentuale che si registra a Piazza Affari per il Ftse Mib, in caduta del 7,4% in area 16.600.

I mercati restano sotto scacco per via dei timori crescenti alimentati dalla diffusione del coronavirus che, dopo la Cina, vede come sua seconda vittima proprio l'Italia.

Piazza Affari: a rischio rinnovo Cda società pubbliche

L'emergenza sanitaria in atto nel nostro Paese, dove a partire da oggi sono entrate in vigore misure ancora più restrittive per provare a fronteggiare il coronavirus, potrebbero avere ripercussioni anche sui dividendi di alcune importanti società quotate a Piazza Affari.

Procediamo con ordine e facciamo un passo indietro per capire meglio come potrà materializzarsi questa potenziale minaccia.

Varie fonti di stampa riportano che nel Governo non ci sarebbe accordo sulla composizione dei CdA delle società pubbliche da rinnovare per il prossimo triennio. Per questo sarebbe probabile un rinvio delle nomine fino a 3 mesi, invocando l’emergenza sanitaria.

Governo punta a rinvio assemblee, ma fondi contrari

Secondo quanto scrive il Messaggero, i fondi sarebbero contrari a questa eventualità sollecitata da Assonime a Consob e ora al vaglio della commissione di Borsa italiana.

Il quotidiano riferisce che gli investitori istituzionali non vedono un vero motivo per non procedere alle riunioni dei soci in streaming e temono che possa trattarsi solo di un pretesto dell'Esecutivo per rinviare con il decreto atteso domani le nomine delle partecipate pubbliche.

Società pubbliche: manca accordo su rinnovo Cda. E ora?

Anche il Sole 24 Ore oggi parla di un possibile rinvio delle nomine pubbliche che riguardano le principali società controllate dallo Stato quotate in Borsa.

In ballo ci sono i vertici di ENI, Enel, Leonardo, Poste Italiane e Terna tra i titoli del Ftse Mib, cui si aggiungono al di fuori di queso paniere Banca Monte Paschi, Enav e Raiway.

Anche il quotidiano di Confindustria evidenzia che non c'è accordo in seno al Governo sulla composizione dei Cda che dovranno guidare per i prossimi tre anni le società partecipate pubbliche e il nodo riguarderebbe in particolare la figura chiave degli amministratori delegati.

Per questo motivo il Sole 24 Ore scrive che potrebbe essere deciso un rinvio delle nomine, invocando l'emergenza sanitaria.

Un simile scenario farebbe slittare fino a mesi le assemblee che dovrebbero così tenersi entro luglio prossimo.
Il verdetto finale dovrebbe arrivare domani, visto che la bozza della norma per consentire il rinvio delle assemblee potrebbe essere inserita in un decreto legge all'esame del Consiglio dei Ministri domani.

Secondo quanto scrive il Sole 24 Ore, la norma sul rinvio avrebbe carattere generale e potrebbe quindi essere utilizzata anche da altre società quotate e ognuna potrà decidere se avvalersi o meno del termine più ampio per l'assemblea.

In attesa di novità in tal senso, si segnala che l’ipotesi di conferma in blocco dei CEO circolata nei giorni scorsi non avrebbe trovato consensi.

ENI, Enel, Poste, Terna, Leonardo, Bca MPS: slitta il dividendo?

Gli analisti di Equita SIM ricordano che le attuali date delle assemblee per le società pubbliche sono il 6 aprile per Banca Monte Paschi, il 16 e il 27 aprile rispettivamente per Poste Italiane e Terna.

A maggio poi sono in agenda quelle di ENI ed Enel, il giorno 13 e 14 rispettivamente, mentre quella di Leonardo è in programma tra il 6 e il 20 maggio.

Gli esperti di Equita SIM fanno notare che in caso di rinvio delle assemblee, si potrebbe anche assistere ad uno slittamento nell’approvazione del bilancio 2019 e quindi del pagamento dei dividendi.

Quanto agli AD delle diverse società pubbliche, gli analisti segnalano che per Enel potrebbe essere confermato Francesco Starace, così come Claudio Descalzi per ENI e Matteo Del Fante per Poste Italiane.

Per Leonardo non è da escludere un nuovo mandato per Alessandro Profumo, ma si valuterebbe anche Francesco Caio, presidente di Saipedm ed ex AD di Avio.

Parlando di Terna, l'attuale CEO Luigi Ferraris potrebbe essere sostituito da Giuseppe Lasco, vicedirettore generale di Poste Italiane.

Infine, per Banca Monte Paschi il M5S vorrebbe nominare come CEO Mauro Selvetti,  ex AD di Creval, mentre il Tesoro punterebbe su Fabio Innocenzi o Gianni Franco Papa.