Domani a Piazza Affari: nuove vendite non dovranno cogliere di sorpresa

Sarà un’altra seduta ricca di eventi sul fronte macro Usa, dove si segnala anche un intervento di Bernanke. Sotto i riflettori i petroliferi.

La seduta odierna si è conclusa senza infamia e senza lode per le Borse europee che hanno oltrepassato più volte la linea della parità, complice anche l’incertezza di Wall Street. Gli indici, dopo un avvio poco convinto, sono riusciti a spingesi in avanti, salvo tornare sui loro passi nel pomeriggio e chiudere gli scambi a poca distanza dal close della vigilia. Il Ftse100 e il Dax30 sono saliti rispettivamente dello 0,06% e dello 0,02%, mentre il Cac40 è sceso dello 0,17%. Ad avere la peggio è stata Piazza Affari dove l’indice Ftse Mib, dopo aver tentato di riportarsi sopra area 19.850, ha imboccato nuovamente la via delle vendite. Le quotazioni sono così arrivate a toccare un minimo a 19.470, per poi rimbalzare in chiusura e fermarsi a 19.589 punti, con un calo dello 0,91%. Il mercato ha così confermato le attese della vigilia e l’incapacità del nostro indice di riconquistare area 20.000, ha favorito una prosecuzione delle vendite con l’importante test dei 19.500, che ha tenuto in chiusura di sessione. Questo di per sé non rappresenta una garanzia per un’immediata ripresa nel breve, anche se indubbiamente un mantenimento dei corsi al di sopra dei 19.500 potrebbe favorire un rimbalzo in direzione dei 20.000 punti. Solo oltre tale soglia sarà possibile mettere in conto ulteriori allunghi verso i recenti massimi in area 20.600, anche se per il momento attribuiamo scarse probabilità di realizzazione ad un simile scenario almeno nel brevissimo. L’ipotesi più accreditata è invece quella di una prosecuzione delle vendite che troveranno terreno fertile con la violazione dei 19.500 punti. Sotto tale livello l’indice si spingerà dapprima verso i 19.000 punti, e ancor più negativa sarà la discesa oltre 18.750, che potenzialmente potrebbe condurre i corsi verso i 18.000, senza escludere approfondimenti ribassisti fin verso i 17.000/17.100, quale target ideale della correzione.