Domani a Piazza Affari: possibile una ripresa, ma restano i rischi al ribasso

In America sono attesi due aggiornamenti macro sul settore immobiliare. Sotto i riflettori petroliferi e finanziari.

La settimana si è aperta in maniera decisamente pesante per le Borse europee che quest’oggi hanno dovuto fare i conti con un’ondata di vendite, mandando in fumo i tentativi rialzisti compiuti nelle ultime due giornate. Complice anche la negatività di Wall Street, gli indici del Vecchio Continente hanno subito una secca battuta d’arresto: il Ftse100 ha ceduto il 2,57%, ma è andata ancora peggio al Dax30 e al Cac40 che sono scesi rispettivamente del 3,02% e del 3,04%. Il bilancio più pesante è stato comunque quello di Piazza Affari dove l’indice Ftse Mib ha terminato gli scambi sui minimi di giornata, a quota 18.541,3 punti, con una flessione del 4,17%. Dopo un’apertura sui valori del close di venerdì scorso, le quotazioni hanno perso progressivamente terreno, scendendo dapprima al di sotto dei 19.000 punti, per poi violare in seguito l’importante supporto dei 18.750 punti. Il ribasso odierno, almeno nella sua ampiezza, è stato condizionato anche dallo stacco dei dividendi di alcune blue chips come Terna, A2A, Enel e Tenaris che hanno contribuito ad appesantire ulteriormente il bilancio dell’indice. Il Ftse Mib potrebbe anche tentare di recuperare l’area dei 18.750, la cui violazione dovrà ancora trovare conferma, e in caso di riconquista del livello si potrà sperare in un tentativo di ripresa verso i 19.000 punti prima e i 19.350/19.500 in seguito. Solo oltre quest’ultima area si avrà un ritorno più significativo degli acquisti, con possibile approdo in area 20.000, da cui tentare un nuovo assalto ai massimi di area 20.600/20.700. Questo scenario rialzista però trova al momento scarse probabilità di realizzazione e l’ipotesi più gettonata è quella di una mancata riconquista dei 18.750 punti, salvo temporanei rimbalzi al di sopra di essi. L’abbandono definitivo di questo livello avrà ricadute negative anche pesanti, visto che il target successivo per l’indice è quello già segnalato in occasione degli ultimi commenti, ed è individuabile in area 17.000/17.100, con eventuali estensioni fino ai 16.800/16.700 nella peggiore delle ipotesi.