Da tempo girano sospetti sul fatto che il Corpo Direttivo della Fed sia alquanto diviso sulle strategie che hanno portato all’implementazione, nel tempo, dei vari QE e ancora di più lo sia stato in occasione della exit strategy. Per questo motivo ‘approvazione delle norme di Basilea III non era del tutto pacifica. Ma conscia dl fato che la crisi è partita da Lehman (banca Usa) e che proprio in Europa il problema è stato particolarmente spinoso per la Spagna l’anno scorso e per Cipro poco dopo, ebbene i membri dell’istituto centrale hanno pensato bene di dare tutti parere favorevole.

Perciò adesso si prospetta la necessità per le banche di aumentare la quantità di capitale custodito come garanzia per evitare il collasso e per evitare, di conseguenza, un effetto domino su tutto il sistema. Una scelta che non ha tenuto conto delle proteste degli istituti convinti che una decisione simile potesse compromettere la loro capacità di erogare prestiti. Una pretesa assurda per Bernanke, dal momento che dal 2008, momento iniziale della crisi, non solo il settore bancario ha ampiamente recuperato, ma ha anche guadagnato moltissimo sulle conseguenze di una crisi da lui stesso creata. Inltre il flusso di credito è fortemente aumentato proprio grazie alle scelte della Federal Reserve di creare il famoso quantitative easing e l’abbassamento consequenziale dei tassi di interesse, un elemento ulteriore e per molti versi determinante, per quella ripresa, minima ma presente, che contraddistingue l’economia made in Usa e che poi alla fine è stata la causa principale del drenaggio adesso tanto temuto.

"Con queste revisioni, le organizzazioni bancarie saranno in grado di resistere a periodi di stress finanziario in modi più efficace e razionale, contribuendo così alla salute generale dell'economia degli Stati Uniti", ha detto il presidente della Fed Ben Bernanke.