Gli analisti del Team Investimenti di Pramerica SGR spiegano che la BCE ha annunciato una serie di azioni di politica monetaria che, per alcuni aspetti, ha sorpreso il mercato. Ha anche abbassato le stime di crescita e di inflazione, sia per il 2019 che per il 2020. Le azioni annunciate sono quattro:

  • mantenere i tassi di interesse ufficiali fermi, almeno fino a fine 2019 e, comunque, per tutto il tempo necessario al fine di garantire la convergenza del tasso di inflazione verso un livello inferiore, ma prossimo al 2%;
  • continuare a reinvestire totalmente quanto proveniente dalla scadenza dei titoli detenuti in bilancio in seguito al Quantitative Easing;
  • lanciare una serie di nuove operazioni di rifinanziamento a lungo termine (TLTRO – III, biennali con l’ultima con scadenza a marzo 2023) per il sistema bancario, al fine di garantirne il funzionamento come canale di trasmissione all’economia delle azioni di politica monetaria. Le operazioni intendono spingere le banche a concedere credito;
  • continuare a dare piena allocazione alle richieste di finanziamento a tasso fisso, almeno fino a marzo 2021.

Inoltre, sono state ridotte le stime di crescita per il 2019 dal +1,7% al +1,1% e, marginalmente, anche per il 2020. La BCE non si aspetta che il target di inflazione sia raggiunto, almeno fino al 2021.

Gli analisti del Team Investimenti di Pramerica SGR spiegano che il Presidente della BCE, Draghi, ha sottolineato come la revisione delle stime e le conseguenti azioni di politica monetaria siano frutto, principalmente, di fattori esterni all’area Euro, laddove invece si segnalano, a supporto dell’economia dell’area, una tenuta del mercato del lavoro, una continuazione della crescita dei salari e condizioni finanziarie favorevoli. I fattori esterni sono da ricondurre tendenzialmente a quelli relativi alla geo-politica, al protezionismo e alla vulnerabilità delle economie emergenti, elementi collegati in particolare alla Guerra Commerciale tra USA e Cina. Da questo punto di vista, entro fine marzo potrebbero esserci notizie di un accordo che sarebbe di sollievo anche per l’area Euro. Altri fattori specifici dell’Euro zona, che hanno fatto sentire il loro effetto negativo sull’economia nei mesi recenti, stanno diventando meno rilevanti.