Marc Hassler, Sustainable Investment Analyst di Schroders, spiega che la Conferenza delle Parti ogni anno riunisce i leader globali per concordare i prossimi passi per realizzare gli impegni presi con l’Accordo di Parigi. L’obiettivo dell’accordo è di limitare a +2°C la crescita delle temperature di lungo termine, rispetto ai livelli pre-industrializzazione. Gli Usa sono responsabili del 15% delle emissioni globali di gas serra, i secondi maggiori contributori a livello mondiale, e dopo aver di recente annunciato di voler recedere dall’accordo, hanno presentato il ritiro formale alle Nazioni Unite a New York prima della 25esima Conferenza delle Parti (COP25) a Madrid.

Il ritiro degli Stati Uniti fa seguito all’inaspettata decisione di non far ospitare l’evento al Cile a causa dei disordini sociali e delle proteste nella sua capitale. Anche se le circostanze non sono ottimali, riteniamo che l’evento possa portare ad ulteriori progressi sul tema. Sono due in particolare i motivi per cui riteniamo che chi investe nei cambiamenti climatici può continuare ad essere ottimista.

Il carbonio costerà alle aziende per non costare all’ambiente

Durante l’ultima Conferenza delle Parti, la COP24 di Katowice in Polonia, una questione chiave per un'efficace attuazione dell'Accordo di Parigi è rimasta senza risposta - spiega Marc Hassler -. L’articolo 6 dell’accordo riguarda l’uso dei mercati finanziari come meccanismo per combattere i cambiamenti climatici. Nell’implementazione reale le forme utilizzabili sarebbero state molteplici, ma il sistema di scambio delle quote di emissione è sempre più utilizzato in tutto il mondo (Figura 1), dimostrando che questo tipo di strumento può essere implementato con successo.