Stefan Scheurer, Director – Global Capital Markets & Thematic Research di Allianz Global Investors, spiega che gli ultimi sviluppi sui mercati finanziari sono stati sorprendenti. All’inizio della settimana la Borsa di Shanghai ha recuperato totalmente le perdite subite dallo scoppio dell’epidemia di coronavirus (COVID-19). Inoltre, i principali indici azionari hanno raggiunto nuovi massimi storici e i prezzi del petrolio sono aumentati di quasi il 10% nelle ultime due settimane, mentre l’indice di volatilità VIX è sceso di oltre il 20% dall’inizio di febbraio. Tutto ciò in un contesto caratterizzato da dati economici deboli e incertezza circa la diffusione del coronavirus. Gli investitori sono diventati troppo ottimisti?

Dopo i primi segnali di ripresa, è probabile che nel corso del mese le prospettive economiche peggiorino di nuovo. A sostenere tale previsione i dati sul PIL giapponese del quarto trimestre, che indicano una decelerazione della crescita di oltre il 6% su base trimestrale in termini annualizzati a causa dell’aumento dell’IVA.

Al momento c’è molta incertezza circa l’impatto del coronavirus, poiché tutto dipenderà dalla durata, dalla gravità e dalla diffusione geografica dell’epidemia. Occorre considerare che oggi la Cina è decisamente più integrata nelle filiere asiatica e globale rispetto ai tempi dell’epidemia di SARS (2002/2003) e che il contributo cinese al valore aggiunto lordo globale è aumentato dall’8% circa del 2002 al 19%. Attualmente è opinione comune che gli eventuali effetti sulla crescita globale avranno breve durata (come nel caso della SARS) e che nel corso dell’anno assisteremo a un suo completo recupero. Tuttavia, vi è il rischio, non trascurabile, che tale previsione sia troppo ottimista. In vista del probabile impatto del coronavirus, Singapore, ad esempio, ha ridotto le stime di crescita per il 2020 di un punto percentuale, in un range tra il -0,5% e il -1,5%. Al momento, inoltre, è impossibile quantificare le possibili implicazioni per l’economia cinese e le conseguenze negative per la filiera asiatica e quella globale.