Il Super Ecobonus al 110% è pronto a prendere il via, ma attende ancora – entro e non oltre il 18 luglio 2020 – il via libera definitivo delle Camere e la conversione. Il Parlamento, infatti, deve convertire il decreto in legge entro tale data, pena l’annullamento della sua efficacia. L’incentivo fiscale per la ristrutturazione della casa e per l’efficientamento energetico era già previsto dal Decreto di Maggio (ex Decreto Aprile) o Decreto Rilancio e si sviluppa nell’ottica di incentivare gli interventi green in ogni ambito dell’economia per favorire lo sviluppo sostenibile. Così come l’ecobonus auto 2020, anche il Super Ecobonus 110% per la ristrutturazione della casa potrebbe essere sfruttato da moltissimi italiani che intendono rinnovare le loro abitazioni o gli immobili di proprietà. Via libera anche alla richiesta dell’incentivo per le associazioni sportive dilettantistiche, per le imprese o i negozi che possono sfruttare gli incentivi e le agevolazioni per la ristrutturazione – a titolo di esempio – degli spogliatoi o degli ambienti commerciali. 

Le novità introdotte nelle ultime ore dalla Commissione Bilancio alla Camera, comunque, stanno iniziando a delineare quelli che saranno i requisiti, i documenti e le modalità di procedere per la richiesta del bonus. Se sfruttato nel modo corretto e affidandosi a professionisti del settore, gli italiani potranno ristrutturare la loro casa gratis. Ecco come.

Super Ecobonus 110%: cos’è

L’Ecobonus 2020 rientra in quelli che vengono chiamati “superbonus”, ovvero incentivi introdotti dal governo nel Decreto Rilancio volti e incentivare la green economy e lo sviluppo sostenibile. In particolare, dunque, l’Ecobonus 2020 è un’agevolazione fiscale per tutte quelle persone che intendono effettuare ristrutturazioni (comprese demolizioni e ricostruzioni) di cose, immobili, uffici, negozi, capannoni o associazioni sportive dilettantistiche in vista del loro efficientamento energetico. Queste agevolazioni si concretizzano in uno sconto sull’Irpef (qualora il richiedente sia un privato) o uno sconto sull’Ires (qualora la domanda pervenga da una società o un’impresa).

Tra le spese detraibili con il bonus casa rientrano quelle sostenute per finanziare gli interventi di sostituzione del vecchio impianto di riscaldamento per ridurre il fabbisogno energetico, oppure quelle sostenute per mantenere il calore all’interno delle zone comuni dell’edificio, o ancora l’installazione e il montaggio di pannelli solari e la sostituzione degli impianti di riscaldamento o refrigerazione in vista di un ulteriore risparmio in termini energetici.

Sussistono comunque delle soglie massime di spesa per l’effettuazione dei suddetti interventi, che si classificano come segue:

  • Per gli interventi di riqualificazione energetica il tetto massimo di spesa per ottenere le agevolazioni è fissato a 100.000 euro;
  • Per l’installazione di un involucro interno su edifici già esistenti su finestre, porte o infissi la soglia massima scende a 60.000 euro;
  • Per la posa dei pannelli solari il tetto massimo di spessa è fissato a 60.000 euro;
  • Per la sostituzione dei vecchi impianti di climatizzazione invernali, infine, la spesa massima che è possibile sostenere è di 30.000 euro.

Ecobonus 110%: come funziona 

La detrazione corrisposta all’Ecobonus 110% - in ottemperanza a quanto previsto dal Decreto Rilancio – è applicabile a tutti gli interventi effettuati “a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi”. Se dunque usufruisco del bonus infissi 110% e al contempo realizzo anche un altro intervento di efficientamento energetico – ad esempio finanzio l’installazione del cappotto termico all’edificio – posso detrarre la spesa al 110%. 

Per poter usufruire del beneficio, comunque, occorre soddisfare un altro requisito: il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio sul quale ho previsto gli interventi. Qualora sia impossibile ottenere tale risultato, è necessario documentare, mediante l’attestato di prestazione energetica (Ape), il conseguimento di un livello di classe energetica maggiore rispetto a quello di partenza. 

Per la presentazione della domanda dell’Ecobonus è necessario disporre di una documentazione specifica. In primo luogo occorre presentare la certificazione energetica dell’immobile sul quale sono stati realizzati gli interventi. Questi primi documenti vanno recapitati entro e non oltre 90 giorni dalla fine dei lavori all’ENEA: la procedura avviene esclusivamente in via telematica. In seguito occorre recuperare la scheda tecnica informativa degli interventi realizzati sulla casa (è possibile anche usufruire della scheda semplificata). Occorre poi presentare l’attestazione di corrispondenza degli interventi ai requisiti imposti dalla legge. Una volta ultimata la procedura, il richiedente potrà chiedere la detrazione come sconto in fattura al fornitore (che potrà poi recuperare il credito) oppure potrà usufruire di un credito di imposta del valore corrispettivo dovuto al superbonus.

In qualsiasi caso, per inoltrare la richiesta di Ecobonus 2020 è necessario che tutti i pagamenti per gli interventi realizzati sulla struttura vengano effettuati tramite bonifico bancario o postale (per i privati), mentre per le imprese non sussiste alcun obbligo di pagamento con determinati sistemi.

Quali interventi posso realizzare?

Per poter usufruire del Super Ecobonus ristrutturazione casa è necessario aver effettuato almeno uno degli interventi elencati nel testo del Decreto Rilancio. 

  • Interventi di isolamento termico delle superfici opache che interessano l’involucro dell’edificio (verticali o orizzontali). Il limite massimo di spesa è fissato a 60.000 euro che vanno poi moltiplicati per il “cappotto abitativo”, ovvero il numero di unità abitative che formano l’edificio.
  • Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale per il refrigeramento, la fornitura o il riscaldamento dell’acqua calda sanitaria a condensazione. Il tetto massimo di spesa ammonta a 30.000 euro da moltiplicare per il numero di unità abitative che compongono l’immobile.
  • Interventi antisismici sugli edifici (Sismabonus) che siano locati nelle zone a rischio sismico compreso tra 1 e 2, oppure nella zona 3 con almeno 1.500 comuni di residenza.
  • Installazione di impianti fotovoltaici qualora l’intervento sia effettuato congiuntamente a uno dei precedenti elencati nell’elenco e ce sia subordinato alla cessione GSE dell’energia non autoconsumata nel sito.
  • Infrastrutture di ricarica di veicoli elettrici.

Nel momento in cui viene inoltrata la richiesta di beneficio del Sismabonus o dell’Ecobonus è possibile richiedere le detrazioni sottoforma di sconto in fattura da parte del fornitore, oppure optando invece per un credito di imposta.

Ecobonus al 50% e al 65%: come funziona

A fianco delle misure di incentivo per le ristrutturazioni e l’efficientamento energetico con detrazioni fino al 110% della spesa sostenuta vi sono anche misure a sostegno della messa in sicurezza dei giardini condominiali, oppure volti alla rimozione dell’amianto dai tetti degli immobili ancora provvisti. In questo caso, però, occorre fare riferimento al bonus ristrutturazioni 2020 e al bonus riqualificazione energetica 2020.

La Legge di Bilancio 2020, comunque, ha confermato e prorogato molti bonus casa che riguardano – a titolo di esempio – le ristrutturazioni fino a una soglia massima di spesa pari a 96 mila euro (con detrazione fino al 50%) per le singole abitazioni e per i condomini. Confermato anche il bonus elettrodomestici e mobili 2020, una misura che comporta una detrazione fino al 50% della spesa sostenuta in mobili o elettrodomestici in seguito a una ristrutturazione (fino a un massimo di 10.000 euro).

L’Ecobonus risparmio energetico al 65%, invece, prevede una detrazione del 65% per l’installazione di caldaie a condensazione di classe A con conseguente installazione di sistemi di termoregolazione evoluta. La detrazione scende invece al 50% in caso di installazione di caldaie a condensazione di classe A, e infine scende a 0 se la caldaia installata appartiene alla classe B. Hanno diritto all’Ecobonus al 50% e al 65% tutti i soggetti privati – come specificato nell’area dedicata sul sito dell’Agenzia delle Entrate – residente e non residenti, ma anche imprese con Partita Iva che sono titolari dell’immobile sul quale vengono effettuati gli interventi.

Confermati anche i bonus giardino, balcone e terrazzo con detrazioni fino al 36% (anche nei condomini) per un tetto massimo di spesa pari a 5.000 euro. Bonus zanzariere e bonus tende fino al bonus infissi al 50%.

Ecobonus 110% e Sismabonus 110%: le novità

La Commissione Bilancio alla Camera ha approvato alcune importanti novità per quanto riguarda le due misure previste dal decreto Rilancio che dovrebbero essere convertite in legge entro il 18 luglio 2020: l’Ecobonus al 110% e il Sismabonus al 110%

In particolare, per l’insistenza e il volere di Riccardo Fraccaro, le due misure – i cosiddetti “superbonus” – sono state aumentate al 110%. Ciò significa che se sfruttate nel modo adeguato e affidandosi ai professionisti del settore, è possibile ristrutturare e efficientare le proprie case senza spendere nulla. O meglio: spendendo il minimo e recuperando la spesa attraverso una detrazione fiscale.

L’incentivo, inoltre, è stato esteso oltre che agli interventi effettuati sulla prima casa, anche alle seconde case (fatta eccezione per le abitazioni più lussuose e le ville signorili), per le associazioni sportive dilettantistiche e per il terzo settore. 

Qualsiasi tipo di intervento sugli immobili, comunque, deve aumentare la classe energetica dell’abitazione di almeno due classi. Un’ulteriore novità, infine, riguarda l’estensione del termine entro il quale è possibile inoltrare la richiesta del beneficio: la data ultima – limitatamente agli interventi di edilizia popolare – è slittata al 30 giugno 2022. Potrà essere richiesto il beneficio, precisiamo, per massimo due unità immobiliari, fatte salve le detrazioni sugli interventi realizzati nelle aree comuni degli edifici, che restano pressoché senza limitazioni.